"Minotauro", condannato per associazione mafiosa muore in carcere a Vibo
Stava finendo di scontare la sua pena, dopo la condanna nel processo "Minotauro" contro l'insediamento in Piemonte delle cosche di ndrangheta della Locride, ma non ce l'ha fatta a ritornare vivo da libero Giuseppe Barbaro, 54 anni, di Platì. Ammalato da tempo, l'uomo è deceduto giovedì sera nelle carceri di Vibo Valentia. Condannato per associazione mafiosa, non poteva godere di misure alternative. "Più volte mi aveva scritto - afferma il suo legale, l'avv. Gianpaolo Catanzariti del foro di Reggio - e quando andavo a vederlo mi confessava che aveva paura di non vedere più i suoi quattro figli, la moglie ed i genitori anziani. Temeva di morire in carcere e così è stato"
