L'inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha ricostruito i retroscena che hanno portato all'incendio che nel 2011 ha distrutto la farmacia dell'ex sindaco di Monasterace, poi diventata anche ministroNon c'è una contestazione formale nei confronti delle persone arrestate stamane riguardo alle intimidazioni subite dall'ex ministro Maria Carmela Lanzetta, ma dalle intercettazioni emergerebbe il "malanimo" del clan Ruga contro l'allora sindaco di Monasterace. E' quanto ha precisato il procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, nel corso della conferenza stampa di questa mattina sull'operazione "Confine 2".

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Lanzetta

"Monasterace In preda all'anti-Stato". La cosca avrebbe sottoposto il piccolo paese del basso jonio reggino al giogo di un "antistato", cosi' come lo definisce il gip nell'ordinanza, tanto che i cittadini preferivano rivolgersi alla cosca e non alle istituzioni se avevano un problema. I dettagli sono stati illustrati stamani nel corso di una conferenza stampa alla presenza del procuratore capo, Federico Cafiero De Raho e del nuovo comandante provinciale, colonnello Giancarlo Scafuri. Le indagini, che avrebbero consentito agli inquirenti di ricostruire i presunti ruoli di vertice della cosca Ruga-Gallace-Leuzzi, erano partite dall'uccisione di Andrea Ruga, avvenuta a Monasterace (Rc) il 13 gennaio del 2011, e da numerosi danneggiamenti, tra cui proprio l'incendio che distrusse, il 26 giugno 2011, la farmacia di proprietà dell'allora sindaco di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta, ministro per gli Affari Regionali dal febbraio 2014 al marzo 2015. Ignoti, il 29 marzo 2012, avevano anche danneggiato a colpi di arma da fuoco la vettura della stessa Lanzetta.

L'astio nei confronti dell'ex sindaco. Dalle intercettazioni a carico degli indagati è emerso, comunque, che la vittoria di Maria Carmela Lanzetta alle elezioni amministrative della primavera del 2011 non era stata molto gradita dagli appartenenti alla cosca. In occasione di un colloquio in carcere tra un detenuto ed alcuni suoi familiari, l'elezione di Lanzetta a sindaco era stata commentata sfavorevolmente. Gli investigatori avrebbero riscontrato un particolare astio nei confronti della ex ministro da parte di Giuseppe Cosimo Ruga e di altri componenti del sodalizio, proprio in ragione degli "inquinamenti mafiosi" presenti sul territorio del comune di Monasterace, più volte denunciati dall'amministratrice. Astio che si sarebbe manifestato anche con una campagna denigratoria via web.

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