Una bomba ad orologeria. Il rapporto tra la burocrazia comunale ed alcuni esponenti della giunta guidata da Elio Costa a Vibo Valentia non è mai stato idilliaco. Ma la tensione rischia di sfociare in una vera e propria bagarre. Nel mirino dell'associazione Zaleuco e nella fattispecie del presidente della medesima, il prof. Saverio Di Bella, autorevole docente universitario, sono finiti ieri gli uffici di palazzo "Luigi Razza". Lungo l'elenco delle proposte elaborate dall'assessore Cutrì e "boicottate" dagli uffici.  Senza andare troppo per il sottile, lo storico ha chiesto allora apertis verbis la rimozione di due dirigenti comunali. Si tratta del segretario Michele Fratino e della "pluriresponsabile" Adriana Teti.

 Le accuse. A giudizio del professore Saverio Di Bella, entrambi avrebbero osteggiato, anzi "boicottato" un tecnico di valore  "le cui competenze l'associazione Zaleuco aveva messo a disposizione dell'amministrazione comunale. In sostanza, l'assessore ai Fondi Comunitari e alle Innovazioni tecnologiche "è ancora senza nucleo stabile di collaboratori selezionati e assegnati per competenze specifiche tra i dipendenti del Comune; non è stato messo nelle condizione necessarie di far entrare il comune nell'era della Cibernetica sociale e della Trasparenza istituzionale e amministrativa; la sua struttura non è prevista nel Bilancio secondo il Nuovo ordinamento contabile che privilegia la riorganizzazione informatica e telematica della Macro-Struttura per competenza professionale, meriti e prestazione".

Alla luce di queste ed altre situazioni, per certi aspetti già segnalate dallo stesso assessore nel corso dei mesi scorsi, in apposite interviste rilasciate a Zoom24 dallo stesso assessore di palazzo "Luigi Razza", (Comune Vibo, lo tsunami Cutrì si abbatte su parentele e casi di “illegalità istituzionale” LEGGI QUI) l 'associazione Zaleuco ha chiesto a Bruno Cutrì di rientrare nell'associazione dalla quale si dimise per accettare l'incarico in giunta. Secondo Di Bella, non c'è altro da fare, una volta "constatata l'incapacità e la mancanza di volontà di abbandonare metodi obsoleti, modelli gestionali ormai morti, di provvedere a rimpiazzarli con quelli richiesti dallo Stato italiano e dalla Comunità europea".

Lungo l'elenco delle proposte elaborate dall'assessore Cutrì e "boicottate" dagli uffici.