'Ndrangheta: Tribunale Vibo assolve Domenico Mancuso da accusa estorsione
La Dda di Catanzaro aveva chiesto 8 anni di reclusione. Alla base dell’impalcatura accusatoria, le dichiarazioni della testimone di giustizia Ewelina Pytlrz
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Assolto per non aver commesso il fatto. Questa la decisione del Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Vincenza Papagno, a latere i giudici Giovanna Taricco e Graziamaria Monaco) nei confronti di Domenico Mancuso, 37 anni, di Limbadi, detto “The Red”, difeso dagli avvocati Antonio Porcelli e Francesco Sabatino. Il pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, al termine della requisitoria aveva chiesto per l'imputato la condanna a 8 anni di carcere e 9 mila euro di multa.

Domenico Mancuso (foto a lato), secondo l’accusa avrebbe costretto un imprenditore - Nicola Comerci - ad abbandonare alcuni cantieri edili a Limbadi dopo una serie di danneggiamenti ed incendi in quanto nella zona avrebbe dovuto “lavorare” esclusivamente lo stesso Mancuso. Alla base dell’impalcatura accusatoria, soprattutto le dichiarazioni della testimone di giustizia Ewelina Pytlrz, la donna polacca separata da Domenico Mancuso, omonimo dell’imputato nonché cugino dei boss Giuseppe, Diego, Francesco (“Tabacco”) e Pantaleone Mancuso (“Ingegnere”). Domenico Mancuso, detto "The Red", odierno imputato assolto, è invece figlio del boss della ‘ndrangheta Diego Mancuso, quest’ultimo scarcerato nell'ottobre 2014 dopo aver scontato 11 anni di reclusione.
Il Tribunale ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Procura per valutare se procedere nei confronti della parte offesa, Nicola Comerci, per il reato di falsa testimonianza. Domenico Mancuso era stato arrestato nel febbraio 2014 per la vicenda che l'ha visto oggi assolto.
Nel gennaio scorso la Corte di Cassazione ha invece confermato per Domenico Mancuso ("The Red") la condanna a 4 anni di reclusione per il reato di estorsione aggravata dalle modalità mafiose ai danni del gestore di un bar di Tropea (processo nato dall'operazione "Odissea" scattata nel settembre 2006). (g.b.)
