Nell'inchiesta della Procura di Catanzaro risulta l'affidamento di incarichi a consulenti esterni sprovvisti di titoli. Indagato pure commissario Parco delle Serre

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di LUANA COSTA

C'è anche l'affidamento di incarichi a consulenti esterni sprovvisti di titoli professionali, nell'inchiesta avviata dalla Procura di Catanzaro e che ha portato a dare esecuzione a cinque misure cautelari nei confronti del direttore generale e di funzionari dell'ente in house della Regione "Calabria Verde". E nel calderone degli indagati è finito anche il commissario del Parco delle Serre (con sede a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia), Antonio Errigo, in qualità di dirigente della segreteria del direttore generale, Paolo Furgiuele, per l'adozione di una delibera con cui veniva approvato un avviso pubblico per la creazione di una short list per l'affidamento di incarichi di redazione di un "Piano di gestione e assestamento forestale".

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Amicizie e militanze. Nel documento redatto dal funzionario e sottoscritto dal direttore si asseriva "l'insufficienza di figure professionali nella struttura organizzativa aziendale", affidando dunque l'incarico al consulente esterno Gennarino Mangone. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Gennarino Mangone risulterebbe in stretti rapporti personali con il "dg" Furgiuele, il quale aveva in passato affidato consulenze all'interno della sua società consortile "Intercidue". "In ragione di una comune militanza e cointeresse politico - scrivono gli inquirenti - affidavano a costui l'incarico di redazione di un piano di gestione per l'area forestale di Catanzaro-Siano. Un incarico affidato senza alcuna effettiva valutazione tecnica relativa alle competenze del professionista e omettendo di rilevare il difetto di titolo di "dott. agronomo", come tale abilitante allo svolgimento dell'incarico affidatogli". Mangone non risultava infatti iscritto all'albo degli "Agronomi e forestali" ma riceveva "sine titulo" un compenso di 17mila euro espletando "del tutto inadeguatamente" l'attività. La ricostruzione degli inquirenti rileva inoltre come all'interno della società "Calabria Verde" fossero presenti numerosi professionisti, almeno 18, idonei a svolgere l'incarico in questione.

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Incompetenza. E al danno economico si assomma anche quello amministrativo e gestionale. L'ente, secondo quanto emerso dalle ricostruzioni investigative, avrebbe non solo potuto svolgere l'attività di redazione del Piano di gestione forestale a costo zero, ma sfruttando le professionalità presenti in organico. Il piano redatto dal consulente esterno è stato ritenuto inadeguato e rigettato dal competente Dipartimento Regionale "Foreste, Forestazione e Difesa del suolo".

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