Vibo, congresso Pd senza minoranze: durissimi De Nisi, Callipo, Lo Schiavo e Soriano
Non parteciperanno all'assemblea tutte le opposizioni dell'area maggioritaria. Fallita la mediazione romana, arriva un durissimo documento
Piove sul bagnato dentro il Partito democratico. Il congresso provinciale viene rinviato al 25 luglio, ma le minoranze annunciano che non vi parteciperanno. Si tirano indietro tutte le componenti che fanno capo a Francesco De Nisi, Gianluca Callipo, Antonio Lo Schiavo e Stefano Soriano in una nota inviata tra gli altri al segretario Matteo Renzi , al presidente Orfini e ai vari Guerini , Serracchiani e Magorno. Lo fanno in polemica contro un congresso "fuori dalle regole, senza un tesseramento certificato", fatto solo per accontentare chi ha imposto i "propri diktat " su questo territorio.
La deroga. "Apprendiamo dalla stampa - si scrive in una nota - che è stata concessa, dagli organismi nazionali del partito, una deroga alla disposizione nazionale che blocca tutti i congressi fino al referendum di ottobre, per la celebrazione del congresso provinciale di Vibo Valentia nel mese di luglio 2016. Questo ci sollecita a segnalare in modo eclatante e pubblico quello che fino ad oggi, per responsabilità, abbiamo a più riprese segnalato all’interno del partito ovvero la mancanza delle condizioni, tanto statutarie che politiche, per la celebrazione dell’assise provinciale, atteso che alla data odierna manca qualunque garanzia circa la regolarità del tesseramento 2015, in gran parte condotto con metodi e scopi per nulla trasparenti".

Orecchio da mercante. Situazione "che è stata a più riprese segnalata agli organismi competenti, che però fino ad oggi hanno preferito non affrontare né tecnicamente né politicamente la questione. Alla luce di ciò non si comprende il motivo per cui dovrebbe celebrarsi un congresso fuori da ogni regola, se non per assecondare i desiderata di chi ha imposto a questa provincia una gestione personale e finalizzata all’esclusione dal Partito democratico di militanti e dirigenti anche di lungo corso. È di ieri, ultima in ordine di tempo, la notizia dell’abbandono del Partito democratico del sindaco di Limbadi, Pino Morello, storico dirigente e militante dei partiti di sinistra, che ha scelto di allontanarsi in quanto nella provincia di Vibo il PD è gestito in maniera arrogante e personalistica da alcuni soggetti. In un momento storico come quello attuale, con un partito che si appresta ad affrontare i nodi cruciali delle riforme e del referendum di ottobre, su cui si cerca all’interno del PD di trovare una sintesi, le parole d’ordine dovrebbero essere inclusione e partecipazione. A Vibo finora non è stato cosi".
Tutti per uno. La nota viene sottoscritta da dirigenti che provengono da diverse sensibilità del Partito democratico e con diversi ruoli, che, tuttavia, credono ancora "nella funzione centrale che il nostro partito deve avere al fine di affrontare e risolvere le numerose problematiche del nostro territorio". I firmatari, pertanto, alla luce di quanto sopra riportato, in caso di celebrazione del congresso provinciale "si asterranno dalla partecipazione allo stesso, ritenendo che un grande partito come il nostro debba distinguersi anche e soprattutto nella competizioni interne per trasparenza, rispetto delle regole e partecipazione".
