La donna è stata costretta ad abbandonare casa portando con sé le tre figlie minori a causa dei maltrattamenti del marito

Il gup del Tribunale di Lamezia Terme Carlo, Fontanazza, ha condannato Antonino Staglianò, di San Gregorio D’Ippona, a 3 anni di reclusione oltre all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, ed al risarcimento danni alla parte civile, all’esito del giudizio con rito  abbreviato, per i reati di stalking, lesioni personali e violazione di domicilio dallo stesso commessi ai danni della ex coniuge F.V..

stalking

I fatti risalgono al luglio del 2015 quando una donna è stata costretta ad abbandonare casa portando con sé le tre figlie minori a causa dei maltrattamenti del marito, che ben presto si tramutarono in veri e propri atti di stalking. Staglianò avrebbe iniziato ad inviare continui messaggi all'ex coniuge contenenti insulti di ogni genere e minacce di morte, oltre a telefonate dall’identico contenuto, irrompendo finanche nell’abitazione in cui la donna si era trasferita, e ciò al fine di verificare ogni suo spostamento e se la stessa intrattenesse altre relazioni. I carabinieri della Stazione di Gizzeria che hanno condotto le indagini, alla guida del maresciallo Giuseppe Lucchesi, hanno accertato non solo la reiterazione delle condotte minatorie dell’imputato addirittura anche alla loro presenza, in uno dei molteplici interventi sollecitati dalla donna, ma soprattutto la violazione da parte sua della misura degli arresti domiciliari a cui Staglianò era stato sottoposto dal 26 marzo 2016.

carabinieri

I militari dell'Arma hanno infatti accertato che lo stesso, nonostante fosse destinatario del divieto di comunicare con persone diverse da quelle che con lui coabitavano, utilizzava il mezzo del telefono per reiterare le minacce e le intimidazioni ai danni dell'ex coniuge e della sorella, motivo per il quale il gip, accogliendo la richiesta del pm Luigi Maffia, dispose l’aggravamento della misura cautelare con applicazione della custodia in carcere nei confronti di Staglianò sin dal 6 maggio 2016. Dopo la discussione del pm Giulia Scavello, che aveva chiesto la condanna dell’imputato a 3 anni e 6 mesi di reclusione, e l’intervento del difensore della parte civile, l'avvocato Aldo Ferraro, è intervenuto il difensore dell’imputato, Francesco Muzzupappa, che ha chiesto l’assoluzione del suo assistito o, comunque, il minimo della pena. Con la condanna odierna, Staglianò dovrà altresì risarcire i danni provocati alla sua ex moglie, da liquidare in sede civile, con una provvisionale di 10 mila euro, oltre al pagamento delle spese processuali.