Focus dell'Antimafia su Platì: ecco la relazione della Commissione
Nessun "impresentabile" nel Comune più commissariato d'Italia. Emergono casi di condizionamenti ambientali e stretti rapporti di parentela con esponenti della 'ndrangheta
Sono sei le pagine che la relazione della Commissione antimafia dedica al Comune di Platì, 3711 abitanti, più volte sciolto per infiltrazioni mafiose. La parte iniziale del focus è dedicato alla figura di Francesco Mittiga, il cui nome è ricorrente negli ultimi quindici anni di storia del paese ubicato nel cuore dell'Aspromonte.
Platì story. Eletto sindaco di Platì per la prima volta nel 2001 e sospeso dalla carica perché ritenuto ineleggibile l'anno successivo, Mittiga è diventato nuovamente sindaco nel 2004. La sua amministrazione è stata sciolta per infiltrazioni mafiose nel 2006 ed il comune ancora una volta commissariato. Il 28 maggio 2014 le elezioni sono state dichiarate nulle per mancato raggiungimento del quorum. In corsa c'era una sola lista capeggiata ancora da Francesco Mittiga. Sono state quindi indette nuove elezioni amministrative, per il 31 maggio 2015 ma, con decreto prefettizio del 4 maggio 2015, è stato necessario revocare i comizi per la mancata presentazione di candidature. Platì non è nuova a gravi vicende che percorrono e – di fatto – sospendono la vita democratica di questo piccolo paese aspromontano, tristemente noto - come San Luca e Africo - per i sequestri di persona prima, per la posizione di sostanziale dominio raggiunta nel traffico internazionale di 40 stupefacenti, prevalentemente della cocaina. Peraltro, risulta che il comune di Platì, è stato affidato a gestioni commisariali per ben sedici volte, dal 1915 a oggi.
Correva l'anno: 1978. Merita di essere qui menzionato quanto accadde in occasione delle elezioni comunali del 1978, un tempo che appare lontanissimo ma di cui si è appreso recentemente da fonti di stampa. A poche ore dalla scadenza del termine per la presentazione delle liste per il rinnovo del consiglio comunale, mentre iscritti e candidati di un partito erano riuniti all’interno della camera del lavoro per gli ultimi ritocchi e l’approvazione delle liste, dall’esterno furono esplosi numerosi colpi di pistola che ferirono due partecipanti all’assemblea. Intervennero i carabinieri per ricostruire l’accaduto. Il giorno dopo molte persone che avevano aderito a quella lista ritirarono la loro candidatura e quel partito, che fino ad allora aveva espresso il sindaco, non fu in grado di presentare una propria lista e non partecipò alla competizione elettorale.
Platì 2016. Per le elezioni del 5 giugno 2016 sono state presentate 2 liste civiche denominate, rispettivamente, “Liberi di ricominciare” il cui candidato sindaco è Rosario Sergi, e “Platì res publica” che ha come candidato sindaco Ilaria Denise Giada Mittiga. Ecco cosa scrive a riguardo la Commissione parlamentare: “Dal controllo della commissione dei certificati del casellario giudiziale, dei certificati dei carichi pendenti rilasciati dalle procure circondariali e dalle procure distrettuali antimafia competenti sul luogo ove si svolgono le elezioni è emerso che non vi sono situazioni di incandidabilità ai sensi dell’art. 10 della legge Severino né di sospensione ai sensi dell’art. 11 della stessa legge. Analogamente, non sono state rilevate condizioni ostative alla candidatura in base al codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione Antimafia nella seduta del 23 settembre 2014. Non può omettersi di considerare – sottolineano i componenti dell'antimafia - che nel territorio di Platì operano alcune tra le più pericolose organizzazioni della ‘ndrangheta, radicate sul territorio in un contesto sociale, culturale ed economico spesso arcaico, privo di ampio respiro, caratterizzato da forti legami di sangue.
Massima attenzione. Per questo, la Commissione ha ritenuto di prestare attenzione ad alcuni dati e formulare alcune considerazioni di ordine generale. “In tal senso, e se pur in termini generali, il rapporto di parentela o di affinità – si legge nella relazione - non può essere considerato completamente neutro.
La lista “Liberi di ricominciare”: è stata sottoscritta da 49 sostenitori, ha dodici candidati. Il candidato sindaco Rosario Sergi ha concorso per il medesimo ruolo per le elezioni del 2009, a capo della lista “Ripartire insieme”. Quelle elezioni sono state vinte da Michele Strangio con il 69 per cento dei voti; Sergi, in quella occasione, ha rivestito la carica di consigliere di minoranza nella compagine amministrativa sciolta per infiltrazioni mafiose. “Dagli atti di indagine – scrive l'antimafia - risulta che Rosario Sergi ha rapporti di affinità con esponenti di vertice della cosca Barbaro, tanto con la frangia denominata “Castanu” che con quella denominata “Nigru”. Dagli atti acquisiti risulta che Sergi ha organizzato la manifestazione che si è tenuta a Platì il 29 marzo 2016, in dissenso con alcune dichiarazioni esternate dall’on. Marco Minniti. Alla predetta manifestazione erano presenti circa cento persone, tra cui numerosi esponenti di famiglie di ‘ndrangheta operanti nel territorio”.
La lista “Plati res pubblica”, di cui è promotore Mittiga Francesco - già sindaco del comune sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2006 - è sottoscritta da 32 sostenitori e costituita da nove candidati. Il candidato sindaco Mittiga Ilaria – annota la Commissione antimafia - è figlia del citato Mittiga Francesco. Anche un altro candidato della medesima lista ha un identico rapporto di parentela con un ex assessore della giunta eletta nel 2004 e sciolta nel 2006 per infiltrazione mafiosa”.
