Scomparsa di Maria Chindamo: manomessa telecamera in zona rapimento
Le perquisizioni ed i sequestri interessano i familiari dell'ex marito della donna suicidatosi un anno fa ed anche alcuni proprietari terrieri vicini al luogo del sequestro
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Quattro perquisizioni a Rosarno, cinque a Laureana di Borrello e due a Limbadi. Questa l'esatta ripartizione delle perquisizioni (a cui sono seguiti in alcuni casi dei sequestri di mezzi agricoli) effettuata dagli investigatori che indagano sul caso di Maria Chindamo, la donna di 44 anni, di Laureana di Borrello scomparsa nel nulla dal 6 maggio scorso.

In esecuzione di un decreto di perquisizione locale e personale, con contestuale sequestro probatorio, firmato dal pm Concettina Iannazzo della Procura di Vibo Valentia, gli investigatori - nell'ambito di un procedimento penale aperto al momento contro "ignoti" - hanno apposto i "sigilli" non solo a mezzi agricoli di proprietà dei familiari del marito della Chindamo, Ferdinando Punturiero che il 6 maggio dello scorso anno si è suicidato pochi giorno dopo che la coppia aveva deciso di separarsi, ma anche nei confronti di altre due persone estranee a tale contesto familiare. In particolare, il sequestro dei mezzi veicolari e agricoli interessa pure un cittadino di nazionalità straniera (bulgaro) ed un 50enne residente a Limbadi proprietario di un terreno accanto a quello da dove è scomparsa Maria Chindamo. In totale sono 17 i mezzi, fra auto, furgoni ed autocarri posti sotto sequestro. Fra le dimore, i terreni e le residenze perquisite, anche gli immobili di Ferdinando Punturiero, 52 anni, il marito di Maria Chindamo defunto.

Il rapimento, il sangue e la telecamera manomessa. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore di Vibo Mario Spagnuolo, escludono il coinvolgimento della 'ndrangheta nel rapimento di Maria Chindamo. Sono altresì convinti che vi siano dei testimoni che hanno assistito all'aggressione ed al successivo sequestro della donna. Un particolare non viene trascurato: i sequestratori hanno anche manomesso l'unica telecamera della zona, quella che avrebbe potuto filmare la presenza e i movimenti di chi ha deciso di prelevare con la forza Maria Chindamo e portarla con sè per farla sparire. Sul luogo del rapimento, ovvero nei pressi del cancello della tenuta agricola della donna, gli investigatori hanno trovato diverse tracce di sangue di Maria Chindamo e forse non solo della donna che, di certo, ha opposto resistenza e si è difesa dai suoi sequestratori. Da qui la necessità da parte degli inquirenti di procedere al sequestro di diversi mezzi nella disponibilità di alcuni familiari del marito della donna, e non solo, al fine di individuare eventuali tracce biologiche. Ad effettuare tutti i rilievi in tal senso sono stati i carabinieri del Ris di Messina.

Maria Chindamo temeva qualcosa? Si mira ad esplorare l'ambito strettamente privato e familiare, quindi, al fine di giungere alla risoluzione del caso. Maria Chindamo, una settimana prima del rapimento, sulla sua pagina facebook personale aveva riportato una frase di Oriana Fallaci che potrebbe far pensare al fatto che la donna temesse qualcosa o qualcuno. Questa la frase: "Il coraggio è fatto di paura...". Un particolare che non viene per nulla sottovalutato dagli inquirenti. (g.b.)
