Sono sbarcati stamattina nel Porto di Vibo Marina con la paura nel cuore e la speranza nell’anima di giorni finalmente lieti

di VINCENZO VARONE

Sono sbarcati stamattina nel Porto di Vibo Marina con la paura nel cuore e la speranza nell’anima di giorni finalmente lieti. Figli di altri mondi e di altre dimensioni, dove la povertà e il dolore avvolgono ogni cosa e dove i diritti di fatto non sono mai esistiti. Figli di una società ingiusta dove i ricchi continuano a banchettare senza ritegno e il popolo governato a soffrire le pene dell’inferno.

L'accoglienza. Accogliamoli, dunque, dopo i dovuti e necessari controlli, come fratelli, come parte di noi, come parte della nostra vita sulle vie del mondo globalizzato. Non facciamoci prendere dal pregiudizio, che è tra i maggiori peccati dell’uomo e dalla rabbia per le troppe colpevoli assenze consumate nei nostri confronti e che hanno ridotto all’osso le esistenze di tante nostre famiglie. Ma soprattutto ricordiamoci che l’accoglienza per ogni popolo civile che si rispetti è un dovere. Un dovere al quale noi calabresi, saldi nel nostro spirito altruista e mai domo, abbiamo sempre adempiuto. Nonostante il pregiudizio che anche nei nostri confronti ogni giorno viene, puntualmente, tirato fuori, quasi con una punta di maligna soddisfazione.