Traffico di farmaci, un medico minacciato da un tossicodipendente
Non tutti i camici bianchi erano compiacenti: uno venne anche minacciato davanti ai pazienti
All'esito dell'attività è emerso un vero e proprio traffico di farmaci a base di Fentanil, sostanza che produce effetti droganti del tutto sovrapponibili a quelli dati dalle sostanze stupefacenti a base di morfina. Questi medicinali sono stati illegittimamente prescritti a pazienti che non presentavano affatto le patologie per le quali il servizio sanitario nazionale li pone a disposizione dei cittadini. In particolare i farmaci contenenti Fentanil, quali l'Actiq o il Durogesic, sono antidolorifici indicati per il trattamento del dolore cronico da cancro, da utilizzare solo in presenza di picchi di dolore acuto e in caso di dolore ribelle che necessiti di un'analgesia a base di sostanze oppiacee. Si tratta di farmaci per la terapia del dolore di pazienti terminali, soggetti a crisi di dolore acuto da sedare con morfino-farmaci. Lo smercio dei farmaci è stato attuato attraverso l'illecita prescrizione da parte di medici compiacenti, i quali, pur essendo perfettamente a conoscenza dell'uso fatto dai pazienti, che non presentavano patologie per le quali fosse necessaria una specifica terapia del dolore con oppiacei, ugualmente redigevano, su istigazione dei beneficiari, certificazioni false, in quanto attestanti condizioni patologiche non veritiere, e inducevano in errore il servizio sanitario nazionale che veniva indotto alla consegna di confezioni di medicinali a soggetti che non ne avevano diritto, i quali, essendo tossicodipendenti, li assumevano personalmente, oppure li rivendevano ad altri assuntori con un grave danno per il servizio sanitario nazionale stesso. La pericolosità delle sostanze psicotrope commerciate dai soggetti indagati e l'appoggio concreto loro fornito da medici compiacenti rende gli eventi degni di grande attenzione. I farmaci psicotropi che i medici hanno prescritto agli spacciatori e tossicodipendenti sono interamente a carico del servizio sanitario nazionale per via delle esenzioni cui hanno diritto gli acquirenti. Per quei soggetti che non hanno diritto a tali esenzioni il farmaco rimane a carico del servizio sanitario nazionale previo il pagamento del ticket. Quindi l'attività illecita cristallizzata comprende le condotte tradizionali di spaccio di sostanze stupefacenti da parte dei pusher nominativamente individuati, di prescrizione abusiva da parte dei medici che hanno prescritto tali farmaci agli spacciatori e tossicodipendenti di cui sopra, e di truffa ai danni del servizio sanitario nazionale che rimborsa il costo di tali farmaci. Nel periodo che intercorre dal gennaio 2011 al novembre 2013 è stato accertato un ingentissimo quantitativo di prescrizioni operato dai medici indagati in favore di spacciatori e consumatori tossicodipendenti, con un danno ingente al Servizio sanitario nazionale. Se tale condotta non fosse circoscritta alla sola area di Bisignano, su scala nazionale il valore della truffa sarebbe di enormi proporzioni. I medici hanno redatto quindi numerose prescrizioni mediche nelle quali attestavano falsamente che i loro pazienti avessero diritto all'erogazione di farmaci oppiacei, circostanza falsa nota al medico curante ed al paziente che lo istigava a commettere il falso. I sanitari avevano piena consapevolezza della natura dei farmaci prescritti; sapevano esattamente che si trattava di medicinali contenenti principio attivo stupefacente, prescrivibili solo in presenza di patologie che richiedessero la cura analgesica di dolore acuto. Essi, quindi, aderivano alle richieste dei pazienti tossicodipendenti, nella consapevolezza che il farmaco non era destinato alla cosiddetta "terapia del dolore", ma a soddisfare illecitamente esigenze derivanti dallo stato di tossicodipendenza. Deve desumersi, pertanto, la piena consapevolezza da parte dei medici dell'illiceità di questa pratica, atteso che eventuali terapie disintossicanti erano rimesse a strutture specializzate (Sert) e all'utilizzo di metadone, non potendosi attuare la prescrizione abusiva di farmaci contenenti il principio attivo di Fentanil. Nonostante ciò i sanitari acconsentivano alle richieste dei loro pazienti a causa dell'insistenza di quest'ultimi, spinti in parte dal desiderio di "aiutarli", in parte dall'egoistica finalità di non perdere il paziente, che minacciava di rivolgersi ad altri dottori più disponibili. A carico di Stefano Natalizio è emersa pure la responsabilità in ordine al reato di estorsione per costringere un medico di Bisignano, che non rientra tra quelli indagati, a fare una prescrizione abusiva di farmaci psicotropi. Natalizio infatti si è recato nello studio del medico costringendolo a redigere in suo favore una prescrizione medica non dovuta, grazie alla quale si è procurato farmaci stupefacenti, minacciandolo, fingendo di avere una pistola sotto i vestiti e dicendogli che gli avrebbe spaccato la testa a martellate, terrorizzando gli altri pazienti.
