Scavi mura greche, caos a Vibo: ecco cosa è stato scritto nel verbale del sopralluogo
Il testo redatto da Gino Famiglietti e dal suo delegato Fabrizio Sudano, dal sindaco e dai tecnici del Comune, chiarisce molti aspetti dell'intricata vicenda
Gli scavi in via Paolo Orsi potranno proseguire per una serie di approfondimenti nell'area archeologica. Ma intanto emergono tante verità dal verbale redatto dal direttore generale del dipartimento Archeologia Gino Famiglietti, dal sindaco Elio Costa e dall'archeologo Fabrizio Sudano, delegato per il territorio, rispetto al disco verde dato alle operazioni di scavo, dalle quali dipenderà la prosecuzione dell'opera di regimentazione delle acque.
Il contenuto. Il documento, caratterizzato da un'articolata premessa, ha provato a ripercorrere le fasi della tortuosa vicenda e a mettere in chiaro, per quanto possibile, eventuali responsabilità.
Il verbale ha fatto emergere a chiare lettere come sia stata «carente e superficiale l'istruttoria condotta nel 2012», tanto da condizionare «tutta l'attività finora realizzata». Il risultato di quella condotta «superficiale» è stato che le indagini archeologiche hanno proceduto di pari passo con la realizzazione della tubazione e non l'hanno invece preceduta «come sarebbe stato obbligatorio e conforme alla legge».
Non sarebbe stato difficile, d'altronde, capire che la strada che conduce al cimitero della città fosse stata costruita lungo la cinta muraria antica. Il volume “I volti di Hipponion” già nel 2000 aveva evidenziato la necessità di procedere in quell'area con estrema cautela. Tutto invece è scivolato via per tanti anni, fino a pochi giorni addietro quando inutilmente si è tentato di trovare capri espiatori.
Il compromesso. Da qui la necessità di ricondurre l'attività nel perimetro della correttezza sul piano tecnico-scientifico e della rispondenza alle norme. In che modo? Attraverso una sorta di compromesso per effetto del quale l'autorizzazione data dalla soprintendenza il 27 giugno 2012 rimarrà valida per i lavori di tubazione dal piazzale del cimitero «fino al punto d'intersezione della strada con l'accesso all'area archeologica». Sull'altro lato dell'arteria potrà essere costruito pure un marciapiede senza che siano effettuati altri scavi in eccessiva profondità. Autorizzazione sospesa, invece, su tutto il tratto rimanente, dove andranno effettuate le indagini archeologiche, da quanto si apprende, non eseguite a dovere. In quell'area, il tracciato della tubazione dovrà essere adeguato agli eventuali rinvenimenti di resti del passato. E gli ulteriori rilievi costituiranno una sorta di "condicio sine qua non" per proseguire nell'iter avviato, almeno nella zona su cui insisterebbe la prosecuzione delle mura greche.
