#COSENZA 2016 | Presta si ritira, Paolini al Pd: ora troviamo una strada comune
Il candidato a sindaco socialista apre ai Democrat: "Ritroviamo le ragioni di una sintesi politica". Ma non indietreggia dalle ambizioni di primo cittadino
Enzo Paolini chiama a raccolta il Pd. E apre uno spiraglio alle trattative per ricompattare il centrosinistra e lanciare la sfida agli altri candidati. “Bisogna subito accantonare tutto ciò che, da una parte e dall’altra, ha diviso il centrosinistra e ritrovare le ragioni di una sintesi politica che rilanci l’unità in un progetto politico comune”, dice. E aggiunge: “Nessuno deve essere chiamato a fare passi indietro o a scusarsi per scelte superate dalle circostanze intervenute. C’è una valutazione politica da fare circa le forze e le candidature che restano in campo e decidere da che parte stare”. Tradotto: lui stesso non arretrerà di un millimetro dalla sua volontà di correre per la carica di sindaco di Cosenza. Ma è disposto a mettere da parte lo scontro che ha caratterizzato la decisione dei vertici provinciali e regionali dei Democrat di saltare le primarie e puntare tutto su Lucio Presta.

“Sarebbe un grave errore sottovalutare una prova elettorale che si presenta difficile e complessa per ragioni che si avrà modo di approfondire una volta fatte le scelte che necessitano. Bisogna dire chiaramente chi è l’avversario da battere ed essere strategicamente conseguenti e credibili. La politica ha e deve avere una sua dignità che dipende dalla trasparenza e dalla coerenza dei comportamenti degli attori decisionali. Da parte mia, nell’esprimere pubblicamente a Lucio Presta sentimenti di amicizia e di stima nella reciproca appartenenza alla comunità cosentina che a lui sta tanto a cuore, resto a disposizione per fare quanto è ritenuto necessario per riportare il centrosinistra alla guida della città e restituirle prestigio, immagine, ruolo direzionale e protagonismo in campo nazionale”. Una prova elettorale, quella a cui fa riferimento Paolini, che se affrontata in ordine sparso potrebbe rivelarsi perdente; ma ricompattando la coalizione, invece, risultare travolgente. Ecco perché la necessità di Paolini di giocare l’ultima carta della ricomposizione tra Socialisti e Democratici prima che ognuno prenda la propria strada.

Una mossa che ci sta proprio tutta se si considera che alle spalle di Paolini si sono schierati due tra i maggiori protagonisti della politica cittadina, i fratelli Gentile capaci – da soli – di predisporre liste in grado di fare man bassa di voti. Un altro aspetto potrebbe indurre il Pd a non lasciar cadere nel vuoto la “proposta indiretta” che arriva inattesa: le lacerazioni interne al partito e la difficoltà a strappare il placet alla candidatura a Carlo Guccione, non ancora convinto a scendere in campo nonostante le sollecitazioni romane. Che Nicola Adamo, in questa fase, intenda mettere al servizio del partito la propria candidatura appare assai improbabile: in un contesto così frammentato il rischio di una sconfitta sarebbe devastante per la storia politica di uno tra i protagonisti della sinistra calabrese. A maggior ragione dopo aver preso atto della volontà di Paolini di non indietreggiare rispetto alla sua candidatura e quella dei fratelli Gentile di voler continuare a sostenere l’esponente socialista sempre più sospinto verso l’alto dal vento forte delle preferenze di cui gli stessi Gentile restano depositari…
p. p. cam.
