Fumata nera all'incontro con l'istituto di credito. Stipendi arretrati da quattro mesi. Dalla prossima settimana riprende la lotta

Pianti, urla e disperazione vera. I lavoratori della Provincia hanno incontrato questa mattina il responsabile della banca in cui ha sede la tesoreria dell’Ente per il quale prestano servizio senza stipendio da quattro mesi. Un incontro organizzato allo scopo di superare i problemi relativi al blocco dei compensi, operato dalla banca, per poter procedere al pagamento, ritenuto prioritario dall’istituto di credito, dei mutui contratti dalla Provincia. Sono volate urla e parole grosse, con la disperazione ai massimi storici. Ai lavoratori in lacrime, secondo quanto hanno riferito, sarebbe stato prospettato uno scenario “spaventoso”. “Ci hanno detto che praticamente, data la situazione finanziaria dell’Ente, non ci pagheranno più – riferiscono –, perché la banca bloccherà tutte le somme a garanzia del pagamento dei mutui”. Parole che hanno fatto cadere i lavoratori nel baratro dello sconforto più totale. I dipendenti della Provincia, infatti, avevano tentato recentemente di ottenere attraverso la Cassa depositi e prestiti una rinegoziazione dei mutui, proprio per evitare che questa situazione si concretizzasse. Ma i loro tentativi sono stati vani, dal momento che anche a quella richiesta non ha fatto seguito alcun positivo riscontro.

La protesta. In stato di agitazione da ormai diverse settimane, i lavoratori si sono autodeterminati nuovamente, per cercare di sbloccare questa situazione, che li vede sempre più vicini alla soglia della povertà. "Siamo alla fame - dicono, senza mezzi termini -, non possiamo più andare avanti così. Chi amministra l'Ente ci chiede di stare fermi, senza capire che chi non agisce da mesi sono loro. Dovrebbero dimettersi tutti, alla Provincia. Noi - annunciano - riprenderemo la protesta: da martedì inizieremo l'occupazione della banca, ma non ci fermeremo qui, perché quello che sta accadendo è di una gravità inaudita. Vogliamo che vengano rispettati - chiosano - i nostri diritti e la nostra dignità di persone". (red4)