Comune Vibo, l'inciucio FI-Pd e la prima vera crisi della maggioranza allo sbando
Nelle prossime ore arriverà dai partiti centristi una formale richiesta di verifica al sindaco Elio Costa che ha snobbato l'appello a mezzo stampa di Udc, Ncd e Vibo Unica
La tensione si taglia a fette. Gli equilibri sembrano definitivamente saltati. E L'amministrazione comunale di Vibo Valentia vive il suo primo vero momento di “crisi”. E la cristallizzazione delle posizioni rischia di aprire una nuova settimana al cardiopalma per il primo cittadino. Le parole del capo dell'esecutivo non sono per niente piaciute a quanti, pubblicamente, si erano rivolti a lui per chiedere una verifica, dopo i «fattacci» nella commissione per il nuovo ospedale. Il sindaco, infatti, ha inteso snobbare la richiesta a mezzo stampa dei rappresentanti delle tre forze “civiche” schierate a suo supporto, pretendendone una formale.
La reazione. Inutile spiegare con quale stato d'animo i rappresentanti di Udc, Vibo Unica ed Ncd si siano riuniti nella serata di ieri per mettere a punto un documento che suonerà come un ultimatum ai trasformismi a cui si è assistito nell'aula del Consiglio lo scorso lunedì. Molto rimane da chiarire pure sul piano degli equilibri interni di una maggioranza eterogenea per usare un eufemismo. Verosimilmente, le forze moderate espliciteranno che altri “ammiccamenti” tra Forza Italia e Pd non dovranno verificarsi.
Insoddisfazione generalizzata. Persino dalle sue file potrebbe arrivare, inoltre, al sindaco qualche rimbrotto. Quali infatti le ragioni del veto all'allargamento della maggioranza in direzione “Territori e Libertà” ( il cui unico eletto Antonio Schiavello da tempo vota quasi tutte le pratiche dell'amministrazione) se poi c'è chi forma a proprio piacimento assi trasversali, ignorando la coalizione uscita vincitrice dalle urne? Queste ed altre le perplessità dei vari Ottavio Bruni, Vincenzo De Filippis, Bruno Greco, Pippo Sirgiovanni e Alfonso Grillo i cui rappresentanti hanno costituito il fronte dell'astensione nell'ormai famigerata commissione, lasciando bianca la scheda per fare in modo che l'opposizione potesse eleggere il proprio rappresentante alla guida del delicato organismo.
La verifica. Tra qualche giorno, la nuova verifica servirà anche per questo motivo: l'incontro con il primo cittadino dovrà consentire di individuare una volta per tutte «il metodo più idoneo ed opportuno a convivere, nella diversità». Al sindaco non rimarrà che ascoltare e provare a gettare acqua sul fuoco dal momento che tutto si può dire tranne che i numeri siano dalla sua parte: Costa conterebbe ormai in assemblea su non più di un paio di eletti (Umberto Buccarelli ed Elisa Fatelli visto che Giuseppe Policaro e Maria Rosaria La Grotta sarebbero in procinto di formare un altro gruppo). Troppo pochi rispetto ai sei di Mangialavori e ai sei delle forze centriste, di fatto alleate. Numeri che impongono al primo cittadino di fare un po' di conti prima che sia troppo tardi!
