Agguato nel Vibonese: ha un nome il presunto autore del tentato omicidio di Presinaci (FOTO)
Ecco chi è l'uomo che i carabinieri ritengono il responsabile della sparatoria avvenuta ieri sera nella frazione di Rombiolo. Tentato omicidio l'accusa contestata
E' Maurizio Castagna, 40enne di Rombiolo, già noto alle forze dell'ordine, l'uomo fermato nella tarda mattina di oggi e ritenuto dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia diretti dal colonnello Daniele Scardecchia, dai militari dell'Arma del Compagnia di Tropea guidati dal capitano Francesco Manzone, e dai carabinieri della Stazione di Rombiolo diretti dal maresciallo Matteo Grillo, l'autore dell'agguato compiuto nella tarda serata di ieri a Presinaci, frazione di Rombiolo, nel Vibonese.

Svolta lampo. Gli investigatori hanno chiuso subito il cerchio delle indagini. Il presunto autore è stato bloccato e portato in caserma a Rombiolo in stato di fermo. L'indagine è coordinata dal pm Michele Sirgiovanni e dal procuratore di Vibo, Mario Spagnuolo. Secondo gli inquirenti sarebbe stato lui a sparare a Massimo Soriano, 44 anni, disoccupato del posto e anche lui già noto alle forze dell'ordine per reati legati agli stupefacenti e nella primavera del 2014 arrestato mentre stava tentato di rubare del rame all'interno di un Centro commerciale. La sparatoria si è verificata nella serata di ieri nella piazza della vecchia chiesa della frazione di Presinaci.
Salvo per miracolo. Soriano è stato ferito da due colpi d’arma da fuoco al gluteo destro, all'anca, alla coscia ed alla schiena. Il medico-legale ha ritenuto la ferita compatibile con l'accusa di tentato omicidio. Il proiettile, secondo quanto rilevato anche dai medici del Pronto soccorso, sarebbe entrato ed uscito con un tragitto insolito che, di fatto, ha miracolosamente salvato la vita a Massimo Soriano, I sanitari dell’ospedale Jazzolino dove l’uomo si trova ora ricoverato hanno sciolto la prognosi. Il 44enne non è in pericolo di vita. Se la caverà in dieci giorni.

Le fasi dell'agguato. Massimo Soriano si trovava a bordo di uno scooter quando gli sono stati esplosi due colpi d'arma da fuoco. Dopo aver riconosciuto il proprio feritore, Soriano è subito scappato chiedendo poi aiuto al medico-condotto del paese che a quell'ora si trovava ancora in servizio. Il medico, accortosi subito della gravità delle ferite, ha allertato i sanitari del Pronto Soccorso di Vibo Valentia. Maurizio Castagna è stato quindi "braccato" per tutta la notte dai carabinieri diretti dal maresciallo Matteo Grillo i quali l'hanno poi sorpreso di notte in una stradina secondaria di Presinaci mentre stava probabilmente organizzando una fuga definitiva. L'arma usata per far fuoco contro Massimo Soriano - una pistola calibro 9x19 - non è stata ancora ritrovata dai carabinieri e da qui lo stato di fermo di Castagna che, lasciato in libertà, avrebbe ben potuto inquinare le prove a suo carico. Il movente del grave fatto di sangue, che poteva avere conseguenze ben più gravi, è ancora in fase di accertamento da parte dei carabinieri.
La nota. Maurizio Castagna è nipote di Serafino Castagna, il primo pentito della 'ndrangheta del dopoguerra che nel 1955 uccise cinque persone in un atto di ribellione contro la 'ndrina locale che gli aveva ordinato di uccidere anche un suo amico. Un caso che fece scalpore a livello nazionale, tanto che Serafino Castgna venne soprannominato dalla stampa dell'epoca come il "mostro di Presinaci". Condannato a tre ergastoli, Serafino Castagna - deceduto un decennio fa - in carcere scrisse un libro "Tu devi uccidere" in cui raccontò nel dettaglio tutta la sua storia ed il modus operandi della 'ndrangheta dell'epoca.
