Sequestro rete fognaria Vibo: "Sistema illegale" con nuove possibili voragini
Mancate autorizzazioni al Comune da parte della Provincia, condotte per il deflusso delle acque corrose e bucate, ferro e mercurio negli scarichi e la Prociv che prevede nuovi crolli
E' una situazione grave e per alcuni versi drammatica quella trovata dagli investigatori nell'ambito delle indagini che hanno portato al sequestro della rete fognaria di Vibo. Nella zona a valle del piazzale delle ferrovie ex calabro-lucane, e precisamente in località "Buffetta", tra le due sponde del fosso Sant'Anna, gli investigatori hanno infatti trovato un pozzetto di ispezione nel quale confluivano attraverso un tubo i reflui fognari provenienti da tutta la zona abitata del quartiere "Cancello Rosso". In prossimità dello stesso sono state notate "evidenti tracce di residui fognari - evidenzia il pm nel decreto di sequestro - dovuti alla fuoriuscita degli stessi dal pozzetto in occasione di eventi meteorici anche di lieve entità che determinano un aumento della portata" e il conseguente scorrimento nel fosso Sant'Anna. Tale criticità risultava determinata dal sotto dimensionamento del pozzetto e delle condutture.

Decembrini (Comune) smentito da Valotta (Nucleo Industriale). In ordine al ritrovamento nei primi giorni del mese di febbraio scorso di un tubo a valle del piazzale delle ferrovie ex calabro-lucane dal quale fuoriuscivano a pressione elevata reflui fognari non trattati, con conseguente sversamento sul suolo e poi nel fosso Sant'Anna, l'architetto Decembrini - responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune di Vibo - riferiva agli inquirenti che tale tubo era da ricondurre alla "condotta fognaria collegata tra il partitore del piazzale delle calabro-lucane ed il depuratore di località Silica. In effetti - dichiarava Decembrini - qualche giorno fa sono stato contattato telefonicamente dall'ing. Filippo Valotta (responsabile del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Vibo) che ha in gestione l'impianto di depurazione di località Silica, per informarmi che da qualche giorno si era ridotta drasticamente la portata della condotta fognaria asservita alle località Madonella/Calabro-Lucane. Ora mi spiego la causa del problema". Tale dichiarazione dell'architetto Decembrini, ad avviso del pm Filomena Aliberti, "non trovava però conferma in quella di Valotta che, escusso a sommarie informazioni, riferiva di aver formalmente comunicato la riduzione della portata in data 17 dicembre 2015, come provato dalla copia della missiva esibita e consegnata alla polizia giudiziaria, quindi molto tempo prima rispetto al sopralluogo, con grave pregiudizio per l'ambiente, per l'igiene e la salute pubblica".

Lo scolmatore non autorizzato dalla Provincia. Uno dei punti centrali dell'inchiesta è costituito dalle verifiche effettuate nei partitori o scolmatori di località ex ferrovie calabro-lucane e della Madonnella. Secondo gli accertamenti della Procura, tale scarico "di sfioro o troppo pieno" non è mai stato autorizzato dall'amministrazione provinciale, come si evince dalle sommarie informazioni rese dal rup in materia di autorizzazione allo scarico delle acque reflue della Provincia di Vibo il quale ha riferito alla polizia giudiziaria che "le uniche autorizzazioni allo scarico rilasciate al Comune di Vibo sono per l'impianto di depurazione di Piscopio e per l'impianto di depurazione di località Silica", in violazione pertanto della legge. Inoltre le analisi dell'Arpacal hanno accertato il superamento dei parametri di legge ed il mancato rispetto di altri criteri imposti sempre dalla legge.

L'altro partitore di interesse per le indagini è stato localizzato all'interno del piazzale di località "Madonnella" e più esattamente a ridosso della carreggiata fra la Statale 18 e via Bucciarelli ed è formato da un pozzetto nel quale recapitano tre condotte. Una di tale condotte finisce nel versante sottostante la Statale 18 e successivamente nel fosso Sant'Anna. Tale condotta si presenta, secondo i rilievi della polizia giudiziaria, in pessimo stato di conservazione, "corrosa in più punti e completamente bucata nel punto di appoggio al terreno, tale da non garantire l'impermeabilità, con conseguente sversamento di reflui fognari non trattati anche al suolo. Il campionamento dell'Arpacal ha indicato nel punto finale di tale scarico la presenza "significativa e fuori parametro di metalli pesanti quali il mercurio ed il ferro". Neanche tale scarico, naturalmente è stato mai autorizzato dall'amministrazione provinciale. Poco più a valle, inoltre, nella zona sottostante il piazzale di località Madonnella, e precisamente nei pressi del ponte ex Ferrovie Calabro-lucane, veniva rilevata la presenza di un tratto di condotta proveniente dal suddetto partitore, completamente aperta nell'ultimo tratto, dal quale era in corso uno sversamento di reflui fognari non trattati sul suolo per scorrimento nel fosso Sant'Anna. Neanche le riparazioni eseguite successivamente hanno evitato (l'ultimo sopralluogo è di ieri 30 marzo 2016) il diretto sversamento nel fosso Sant'Anna dei reflui fognari essendo stato riscontrato che all'interno della tubazione riparata - che dal piazzale delle calabro-lucane conduce al depuratore della Silica - non vi era alcun passaggio di reflui. Tali elementi, ad avviso del pm, sono "significativamente eloquenti dello stato precario ed allarmante in cui versa la rete fognaria del Comune di Vibo e delle conseguenze in termini di inquinamento che ne derivano".

La Prociv e Tansi: "Possibili ulteriori crolli". Le precarie condizioni in cui versa la rete fognaria del Comune di Vibo Valentia sono state da ultimo oggetto anche di una nota del dirigente della Protezione Civile, Carlo Tansi, che ha inviato alla Procura copia di una relazione tecnica preliminare sul fenomeno dello sprofondamento del terreno dopo la voragine apertasi in via Parisi. In tale relazione si parla di "pericolosità diffusa", con possibilità "di ulteriori collassi e conseguenti sprofondamenti" e si evidenzia come "all'interno di tale rete di canali , che ha il suo punto di adduzione finale nel torrente Sant'Anna, vengono convogliati anche reflui fognari configurandosi pertanto lo scarico di acque non depurate nella rete idrografica naturale". (g.b.)
Sistema fognario Vibo, tutti i particolari dell’indagine: “Quadro drammatico” (LEGGI QUI)
Rete fognaria Vibo, le immagini delle zone interessate dal sequestro (VIDEO
