Interrogatorio di garanzia per l'ex sottosegretario che ha risposto alle domande del giudice. Il suo legale, Franco Sammarco, ha depositato un'istanza di scarcerazione

Al via questa mattina gli interrogatori di garanzia per Sandro Principe, Pietro Ruffolo, Giuseppe Gagliardi, Umberto Bernaudo e Rosario Mirabelli accusati, nell’ambito dell’operazione denominata “Sistema”, di concorso esterno in associazione mafiosa e di aver ricevuto il sostegno elettorale del clan Lanzino. Gli indagati sono stati sentiti dal gip distrettuale di Catanzaro, Carlo Saverio Ferraro, assistiti dai rispettivi avvocati difensori alla presenza del pm Pierpaolo Bruni. Intanto, l'avvocato di Sandro Principe, Franco Sammarco, ha fatto sapere di aver depositato un’istanza di riforma della misura custodiale dinanzi al Tribunale del Riesame. Principe è accusato di corruzione elettorale e concorso esterno in associazione mafiosa.

Le dichiarazioni dell'avvocato di Principe. “È andata bene – ha dichiarato ai cronisti il legale al termine di un interrogatorio di oltre tre ore - ma credo che se la Procura distrettuale intende proseguire e perseguire eventuali aggressioni della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione con i postulati che oggi rivolgono a Sandro Principe sarà ben difficile ottenere risultati. Il problema, mi pare, è che non ci sono accuse e tutto sia caratterizzato da un vuoto sia da un punto di vista della ricostruzione fattuale sia dal punto di vista argomentativo. A me pare evidente che si tratta di ordinanze poggiate su postulati paragiudiziari”.

"Nessuna intercettazione". “Non c’è nessuna intercettazione che riguardi l’onerevole Principe, né incontri contestati tra il mio assistito e chicchessia, né fatti attribuibili all’onorevole Principe. Se poi i processi si basano su presupposti che riguardano il modo in cui si esercita la leadership rispetto ad una formazione politica o rispetto ad una vicenda amministrativa, si può anche dire che chiunque transitasse da Rende non poteva farlo se non attraverso il beneplacito dell’onorevole Principe. Ma mi pare che dal punto di vista giuridico siamo al di là del consentito”.

Operazioni clamorose. “Non sono per nulla fiducioso, spero di essere attento alle vicende. Ho fiducia che una verifica dibattimentale potrà chiaramente rappresentare un momento dialettico importante. Ci auguriamo che lo si possa fare in termini di civiltà giuridica. Se poi abbiamo necessità di fare operazioni clamorose attraverso arresti va bene così. Vedremo cosa ne penserà il Tribunale del Riesame qualora il giudice dovesse ritenere di non revocare la misura”. Sono invece ancora in corso gli interrogatori di garanzia per gli altri politici arrestati.  (Cz1)

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