Vittime dei furti di rame soprattutto Enel, Ferrovie dello Stato e Telecom Italia. Le dichiarazioni del procuratore aggiunto Marisa Manzini

L'inchiesta "Black Out", che stamattina ha portato all'emissione di 13 misure restrittive, è iniziata nell'autunno del 2014, a seguito di numerose interruzione dell'energia elettrica e delle comunicazioni telefoniche. Infatti le vittime dei furti di rame sono soprattutto Enel, Ferrovie dello Stato e Telecom Italia. Addirittura, per un furto di rame, dovette rimanere chiusa per tre giorni la linea ferroviaria Cosenza-Paola. Nel corso delle attività ispettive sono stati sequestrati circa 6500 kg di rame. Solo stamattina ne sono stati trovati altri 400 kg, la cui provenienza è adesso al vaglio degli inquirenti. Coinvolte due aziende dell'hinterland cosentino, la "Autodemolizioni Franco Carriere srl" di Cosenza e la "F.lli Bartucci Snc" di San Pietro in Guarano (CS), che avrebbero fatto da collettori del rame trafugato, che poi veniva mischiato a carichi di gomme o altri materiali e trasferito nel catanzarese, dove veniva lavorato presso la ditta Ecotek srl di San Pietro Lametino (CZ). Il rame veniva poi smerciato al Nord, per un giro d'affari stimato in oltre 1.500.000 euro all'anno. Sequestrati stamattina numerosi beni aziendali e mezzi utilizzati per il trasporto e la lavorazione del metallo. (AGI)

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