#PASQUA 2016 | Settimana santa: con le stimmate addosso da 31 anni

Una donna di Briatico, ogni anno, dal 1986, nel venerdì santo riceve le stimmate nella sua abitazione, in provincia di Vibo Valentia. (Foto di archivio)

E’ una promessa di devozione quella che si rinnova di anno in anno dal 1986, data del primo appuntamento fra Cristo e la signore Domenica. Una donna mite, umile, riservata, che tiene tra le quattro mura della sua abitazione, nel rione Baracconi di Briatico, in provincia di Vibo Valentia, il mistero di quel primo incontro, diventato fisso in 31 anni di segni profondi e rossi come il sangue. Mai una esagerata ostentazione, mai una parola fuori posto, solo una richiesta fatta ai tanti che nei giorni più intensi vissuti nell’intimità e nel misticismo varcano le soglie di casa sua: una richiesta di fede, di affidamento a Cristo. Della signora Domenica non ci sono foto, non del suo volto, “segnato” dalla beatitudine nei momenti di incoscienza. Ma ci sono testimonianze di guarigioni, sentimenti, sensazioni impalpabili e al tempo stesso reali, come i suoi incredibili segni, che ogni anno assumono un dettaglio o una forma nuova.

Le stimmate. La pelle della signora Domenica, dai toni candidi e rosei, nella settimana santa si carica di un colore più vivido, di un rosso acceso, che si addensa in piccoli grani di rosario, in croci, in solchi e segni di frusta. Prove di fede, forse, o segni di devozione, che nella settimana santa di ogni Pasqua si ripresentano. Le tonalità e i colori si fanno via via più carichi, fino a completare ogni sfumatura nel giorno della morte di Cristo: nel venerdì della passione. E da 31 anni la donna di Briatico accoglie il mistero delle stimmate con fiducia totale ed esclusiva, senza alcuna ombra sul viso, solo con un’infinita devozione. Dalle 15 di ogni santo venerdì di passione il fenomeno riappare e la folla si ripresenta, anche questa puntuale, per assistere al mistero delle stimmate.

Guarigioni e visite. Non è la nuova Natuzza, la signora Domenica, non ama definirsi tale e non vuole che la si fotografi come “fenomeno”. E’ una donna pia, che vive il suo “incontro” intimamente. Tuttavia del suo mistero non ne nasconde la grandezza e, anzi, con umiltà lo offre a chi la visita. Durante il suo “viaggio” mistico e profondo, la signora Domenica conserva un’espressione serena. Poi sul finire, riprende tutta se stessa, le sue forze, per raccontare poco a poco incontri ed estasi. Chi si è fermato al suo capezzale in quei momenti sarebbe pronto a dire di guarigioni e sentimenti. Piccoli e grandi moti del cuore, forse, smossi dal “miracolo” dell’umiltà e dell’affidamento in Cristo.