'Ndrangheta, terremoto a Rende. Bombardieri: "Favori sistematici tra politici e cosca"(VIDEO)
Il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro chiarisce le ragioni per cui sono finiti stamani agli arresti esponenti di primo piano della politica cosentina. Tra questi Sandro Principe
"Dichiarazioni plurime e convergenti di molti collaboratori di giustizia attestano favori ottenuti, in cambio dell'appoggio elettorale ad alcuni politici rendesi, da parte della cosca Lanzino-Ruà". Così il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro Giovanni Bombardieri a margine della conferenza stampa seguita agli arresti effettuati questa mattina nell'ambito dell'inchiesta che ha scosso Cosenza e Rende. Ai domiciliari anche Sandro Principe accusato di corruzione elettorale e concorso esterno in associazione mafiosa. In particolare, secondo gli inquirenti, l'accordo fra esponenti della cosca Lanzino-Rua', prevedeva, a fronte di richieste di consensi elettorali, una "sistematica elargizione di favori" da parte di alcuni esponenti politici dell'amministrazione comunale di Rende in un arco temporale molto prolungato.
I destinatari dei favori. Beneficiari di questo sistema, sempre secondo l'accusa, personaggi della criminalità organizzata cosentina. Il tramite fra la cosca e i politici sarebbe stato Adolfo D'Ambrosio, al quale i politici si rivolgevano. Al centro dello scambio di favori, la società "Rende 2000", poi divenuta "Rende Servizi", nella quale venivano assunti elementi gravitanti nell'area della cosca. Per un certo periodo, nella società sarebbe stato assunto lo stesso boss Lanzino. Secondo quanto riferito da alcuni pentiti, una parte delle retribuzioni percepite dai personaggi assunti, che neanche si presentavano sul posto di lavoro pur percependo lo stipendio, finiva nella "bacinella" del clan.
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