Voragine a Vibo e lavori in via Parisi, il caso rischia di diventare politico
Voragine a Vibo. Rischia di diventare un vero e proprio caso politico, senza esclusione di colpi per il sindaco Elio Costa, il quale potrebbe subire la diaspora dall'aula della sua stessa maggioranza. Sono i fatti, quelli legati ai lavori di rispristino della voragine apertasi all'incrocio tra via Carlo Parisi e via Milite Ignoto il 15 febbraio, a dirlo.
I fatti. Lo scorso 16 febbraio la giunta aveva approvato una delibera finalizzata al riconoscimento di un debito fuori bilancio per una spesa di 550mila euro, su lavori di somma urgenza consistenti nella realizzazione di una nuova condotta per la raccolta delle acque (affidati alla ditta cosentina Cosmo Srl – la stessa incaricata di realizzare il sottopasso di Vibo Marina) tramite affidamento diretto. A stretto giro di posta arrivava il parere favorevole degli uffici sia in ordine alla regolarità tecnica che a quella contabile. E da quel momento si aprivano diverse questioni destinate a creare non poca tensione dentro la maggioranza. In molti avrebbero voluto capire di più in merito all'entità dei lavori di somma urgenza oltre che sull'affidamento diretto. Quanto al riconoscimento del debito fuori bilancio, ci si sarebbe interrogati sullo stanziamento di un importo così corposo prima di constatare l'evoluzione dei lavori. “E se si facesse una perizia di variante e la somma dovesse ulteriormente variare”? - si sono chiesti alcuni eletti. Ad alimentare i dubbi, il parere dei revisori. Parere positivo, sia ben inteso, ma con un paio di osservazioni: la prima invitava a procedere all'approvazione del bilancio di previsione 2016 e per il triennio 2016-2018 al fine di verificare la sostenibilità della spesa per l'anno corrente e la copertura per i due successivi; la seconda suggeriva di circoscrivere la “somma urgenza nei limiti delle accertate necessità per la rimozione dello stato di pregiudizio alla pubblica incolumità”. Il tutto corredato dal dikat di provvedere all'invio della pratica alla Corte dei conti.La questione, nel frattempo continuava a rimpallare tra gli uffici, nel tentativo di individuare un'uscita dall'impasse. Risale a solo due giorni addietro una missiva di Claudio Decembrini al dirigente Adriana Teti, per segnalare nuove “situazioni di pericolo e di criticità, oltre che un ulteriore cedimento della voltina della galleria”. Un ulteriore chiarimento arrivava anche sulla somma urgenza dei lavori tutti strettamente necessari “per salvaguardare la pubblica incolumità”.
La lettera dei residenti. Puntualizzazioni a 48 ore dalla seduta odierna riportate pure in una lettera di denuncia scritta dai cittadini . “Il consiglio comunale - hanno scritto i residenti della zona - non ha ben compreso la gravità della situazione, che si sta utilizzando come pretesto per perpetuare quella avvilente politica che continua ad imperversare sui nostri territori”. Esplicito pure il riferimento ad una “evoluzione continua del cedimento del terreno; alla stabilità del palazzo oggetto dello sgombero; alle tubazioni sospese in precario equilibrio sulla voragine”. Ma la vicenda difficilmente approderà in Consiglio. Tra gli assenti, nella maggioranza, la federazione Vibo-Unica-Alleanza per Vibo, almeno due elementi de “I Liberali per Vibo” e un paio di consiglieri di riferimento dello stesso primo cittadino. Impegni impropogabili, sicuramente, per tutti...
