Renzi a Mormanno, la promessa del premier: "Ripartiamo dal Sud" (FOTO)
Il presidente del Consiglio dei ministri in Calabria sui cantieri dell’A3. La sfida all’Italia: riprenderemo il Mezzogiorno centimetro per centimetro
Arriva alle 12, accolto da una sfilza di tablet e telefonini impugnati al di là delle transenne come armi contro la visuale poco generosa. Caschetti arancioni e gialli si agitano man mano che il presidente si fa strada sul tappeto blu. Ad accoglierlo all’arrivo nella galleria “Mormanno” ci sono il presidente della Regione Mario Oliverio, il presidente dell’Anas Gianni Vittorio Armani, il prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao e il questore Luigi Liguori. Matteo Renzi arriva invece accompagnato dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e dal sottosegretario Luca Lotti. Il presidente del Consiglio saluta, elargisce strette di mano e pose per i selfie. Ma solo fino a metà del tappeto blu, quando i telefonini vengono sostituti dalle videocamere dei giornalisti, ai quali concede solo un sorriso di circostanza presto portato via da un passo diventato d’improvviso più frettoloso.
Armani prende la parola subito. Esordisce con un «grazie a chi lavora» prima di passare a snocciolare i numeri di quello che definisce «uno dei cantieri più importanti e complicati della Salerno-Reggio Calabria». Alle sue spalle l’ultimo diaframma della carreggiata nord della galleria “Mormanno”, che di lì a poco verrà abbattuto dalle ruspe. Il presidente dell’Anas ripercorre velocemente la storia «non particolarmente gloriosa» dell’A3, dal 1962 a oggi. Ma quello di oggi, dice, «è un segnale per la Calabria, per il Sud e per l’Italia». Quei 2,3 chilometri di galleria addobbati “a festa” rappresentano una delle opere più importanti dell’ultimo cantiere dell’autostrada, quello del quale è stata annunciata – e ribadita anche stamattina più volte – la chiusura per il 22 dicembre prossimo. In anticipo di un anno e mezzo sui termini contrattuali, sottolinea Armani, e in maniera del tutto trasparente: «Il 100 per cento dei flussi finanziari è stato monitorato e la presenza della malavita è stata totalmente tagliata fuori».
Le promesse del premier. Matteo Renzi sale sul palco poco dopo a magnificare «un’Italia straordinaria di donne e uomini che lavorano con capacità e competenza» e sbeffeggiando i giornalisti e i «gufi» che non credevano che l’autostrada sarebbe stata completata. Applausi: i tecnici Anas da una parte, quelli dell’Italsarc dall’altra. «L’A3 è diventata il simbolo delle cose che non vanno – dice –. Io vorrei che oggi quando taglieremo le cravatte tagliassimo i pregiudizi». Le parole corrono veloci come poco prima i piedi del presidente sul tappeto blu. Parla delle altre infrastrutture di cui la Calabria ha ancora bisogno – la «ionica» prima di tutto – e del «secondo cantiere» al quale il Governo sta lavorando, quello della banda larga in Calabria. «Il 20 luglio saremo di nuovo qui e faremo il punto», promette. Ma il percorso, nelle parole del presidente, è ormai tutto in discesa: «La Salerno-Reggio Calabria è il simbolo del 2016. Questo è soltanto l’inizio della ripartenza italiana. Noi il Mezzogiorno lo riprendiamo centimetro per centimetro e lo riportiamo a essere quello che era una volta».
Work in progress. La promessa echeggia sotto la volta della galleria “Mormanno”, rimbalza di caschetto in caschetto prima che gli occhi vengano puntati tutti sul fondo. Dall’altra parte del diaframma la ruspa ha cominciato a lavorare. Gli schermi mostrano le immagini mentre il rumore copre il vocio. Poi il primo pezzo di cemento viene giù. E gli altri appresso. Un applauso accoglie gli operai che escono dalla breccia, qualcuno saluta agitando le mani sopra la testa. Una bandiera tricolore sventola sul palco mentre saltano i tappi dello spumante. Ultimo atto di Renzi il taglio della cravatta, prima di lasciare la galleria con la stessa fretta con la quale era entrato. Ai giornalisti che lo chiamano concede solo un «buon lavoro». Poi le ultime strette di mano e via sull’auto blu. (mav)
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