Provincia di Vibo, lavoratori in assemblea: la vertenza diventa "regionale"
Lavoratori e sindacati decidono di unificare la protesta. Proclamato la stato di agitazione, si chiede l'intervento della Prefettura del capoluogo di Regione
E' una partita che si deve giocare su due fronti, perché due sono le questioni che attanagliano la Provincia di Vibo. Da un lato ci sono gli stipendi maturati, quasi cinque le mensilità avanzate dai dipendenti, dall'altro c'è la mancanza di prospettiva per un Ente il cui futuro, anche funzionale, resta ancora incerto. L'assemblea dei lavoratori, riunitasi ieri nel pomeriggio insieme alle rappresentanze sindacali provinciali e regionali, ha pertanto stabilito di rinnovare lo stato di agitazione per far "uscire" la vertenza dai suoi confini strettamente territoriali e risolvere entrambe le questioni. Si è deciso di accorpare le proteste provinciali calabresi in un fronte comune, dal momento che comuni iniziano ad essere gli elementi di crisi, per dare ai problemi una connotazione "multiterritoriale" e per arrivare poi a interloquire, col tramite del prefetto del capoluogo di regione, direttamente con il Governo. Le organizzazioni sindacali, quindi, prepareranno nell'arco di qualche giorno un promemoria dei problemi dell'Ente vibonese, che presenteranno in Prefettura a Catanzaro in un incontro da concordare con i vertici dell'Utg, dinnanzi al quale si intende recarsi inoltre per un sit-in dalla portata regionale. Allo stesso tempo, i sindacati formuleranno la richiesta di un incontro con i sindaci, i presidenti provinciali, la Regione e il prefetto del capoluogo calabrese.
Lo scontro in assemblea. L'assemblea ha accolto così la proposta formulata dai sindacati, e presentata dal responsabile regionale di categoria Cgil affiancato dal collega della Cisl, ma non senza protestare. I lavoratori, infatti, avrebbero preferito intraprendere azioni di protesta "più incisive". Le rappresentanze sindacali, al contrario, hanno chiesto ai lavoratori di non perdere la lucidità e di mantenere la rivendicazione sul piano della ragionevolezza. Momenti di tensione hanno preceduto la votazione finale dell'assemblea, aperta nel primo pomeriggio dagli interventi del segretario generale e del vice presidente dell'Ente. Entrambi hanno prospettato un futuro tutt'altro che roseo ai lavoratori, sempre più esasperati dal ritardo dei pagamenti dovuti.
Le proposte. Diversi gli interventi proposti dagli stessi lavoratori per risolvere nell'immediato la questione dei pagamenti. Molti hanno prospettato ai colleghi la possibilità di esigere i pagamenti che i Comuni devono all'Ente. Altri hanno avanzato la proposta di indire uno sciopero bianco. E qualche altro ancora ha messo nel mucchio la chiusura forzata dell'Ente. Azioni di forza non accolte dai sindacati, che hanno invitato alla calma un'assemblea minuto dopo minuto sempre più scarna, sempre meno rassegnata. (red4)
