Inchiesta del gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme. Nel mirino il patrimonio milionario di un presunto usuraio, Giuliano Caruso, di 42 anni

Beni per un valore di circa 11 milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme ad un presunto usuraio, Giuliano Caruso, 42 anni, a cui sono riconducibili diverse attività commerciali ed imprenditoriali. La misura patrimoniale è stata attuata nei confronti dell'imprenditore lametino, la cui notevole e rapida ascesa economica e finanziaria ha insospettito le fiamme gialle. Ad insospettire gli investigatori l’elevato tenore di vita mantenuto da Giuliano Caruso e le importanti e recenti acquisizioni immobiliari effettuate che non avrebbero trovato riscontro adeguato nella redditività lecita dichiarata negli ultimi quindici anni.

Già indagato. Il provvedimento costituisce un ulteriore sviluppo - attuato questa volta sul piano patrimoniale dalla Guardia di Finanza - delle indagini di Polizia giudiziaria che avevano già portato alla notifica di un avviso di garanzia nei confronti di Caruso. In particolare, erano stati acquisiti elementi probatori sulla base dei quali la Procura di Lamezia Terme ha ravvisato, nei confronti dell’indagato, la sussistenza delle ipotesi di reato di usura ed esercizio abusivo del credito a danno di tre vittime, le quali, a fronte di prestiti in denaro erogati dall’indagato, avrebbero corrisposto a quest’ultimo interessi variabili dal 51,58% al 93,31% annuo.

Indagini patrimoniali. Concluse le attività investigative finalizzate ad accertare le condotte illecite di Caruso, i finanzieri hanno concentrato l’attenzione verso il notevole patrimonio sospetto, accumulato in breve tempo dall’imprenditore, per verificare se lo stesso rappresentasse il normale frutto dei redditi derivanti dalle attività aziendali svolte ovvero il provento derivante da attività illecite. Gli accertamenti patrimoniali e reddituali delle fiamme gialle, coordinate dalla Procura di Lamezia, sono riusciti a dimostrare che i beni, per i quali è stato disposto il sequestro, sono di valore sproporzionato ed ingiustificato rispetto ai redditi leciti dichiarati dall’imprenditore.

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Sotto sequestro. La misura ablatoria reale ha riguardato, nello specifico: quattro lussuose ville ubicate a Lamezia Terme e dintorni; un complesso alberghiero; due gioiellerie; un ristorante; sette ulteriori notevoli fabbricati (fra appartamenti e magazzini); tredici grossi appezzamenti di terreno, quasi tutti edificabili; tredici aziende, con tutto il loro patrimonio, di altrettante società operanti, fra l’altro, nel settore immobiliare e dell’edilizia; autovetture, anche di lusso; disponibilità finanziarie.

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