Criminalità nel Vibonese: il prefetto convoca il Comitato sicurezza
Incendi, furti, rapine: sei in una settimana i colpi messi a segno ai danni di commercianti, 27 i mezzi incendiati ad imprese e aziende. Un bilancio che fa paura
di ILARIA LENZA
La pistola in pugno e il volto coperto, da un lato. La freddezza incendiaria e la mano ferma, dall'altro. "Lavora" su più fronti, nel Vibonese, la criminalità organizzata. Minaccia il tessuto economico e sociale , quello produttivo, del centro calabrese, con episodi che giorno dopo giorno si aggiungono ai precedenti. Sempre meno isolati gli accadimenti, sempre più contestualizzate le intimidazioni. Come se, nella città, esistesse un copione, criminale, costruito ad arte per destabilizzare. Le notizie di questi giorni, dei "colpi" e degli incendi ai danni di imprese e imprenditori, spaventano e diffondono tra i cittadini paura e sgomento, perché d'improvviso la città e i suoi centri più vicini, difficilmente aggrediti da episodi di microcriminalità, diventano teatro di rapine ed episodi criminali. Ed è emergenza, a questo punto, nel Vibonese, territorio che allo Stato affida la sua sicurezza e allo Stato chiede un intervento. Lo Stato, alla sicurezza, ha deciso di rispondere, facendo quadrato attorno ai cittadini, alla gente onesta, "colpita" nella sua quotidianità. Tant'è che il prefetto Carmelo Casabona ha già chiamato a raccolta le forze di sicurezza, le quali si incontreranno domani pomeriggio proprio nell'ufficio territoriale del Governo, dove il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica proverà a pianificare operazioni di contrasto ancora più intense rispetto alla criminalità organizzata.
Il Comitato. Le forze dell'ordine, in Prefettura, analizzeranno i fatti, gli episodi recenti che hanno colpito la città nel suo tessuto economico e produttivo, e metteranno in campo ogni sforzo nel tentativo di porre fine all'escalation criminale. Cercheranno, inoltre, di dare un volto ai malviventi autori dei "colpi" nelle ricevitorie del Vibonese e in alcuni degli esercizi commerciali del territorio. In vista della riunione, comunque, si lavora senza sosta, si indaga a tutto spiano e si controlla la città in ogni suo anfratto, il doppio del normale in orari considerati "a rischio". Si raccolgono, insomma, elementi utili ai fini dell'identificazione degli esecutori dei reati.
Rapine e incendi: i numeri. E sono sei, in tutto, le rapine ai danni degli esercizi del Vibonese e dei piccoli commerciati, l'ultima delle quali messa in atto nei confronti di un ambulante fermato lungo la strada a Dasà e derubato del denaro custodito in tasca. Sale, invece, a 27 il numero dei mezzi incendiati, un bilancio che dà il senso della situazione attuale nel Vibonese. Auto, furgoni ed escavatori: prendono fuoco, per mano criminale, i mezzi impiegati dal mondo produttivo locale, prendono fuoco pure i sacrifici di una vita, dissolti nel fumo nero dell'illegalità.
Controlli e telecamere. Carabinieri e Polizia fanno l'impossibile, raccolgono le immagini catturate delle telecamere interne degli esercizi commerciali aggrediti dai malviventi, le uniche di cui sia possibile entrare in possesso. Perché le altre, le oltre venti distribuite sul territorio, sono completamente fuori uso. Mancano, infatti, i fondi per poter procedere alla manutenzione delle apparecchiature e dell'intero sistema di videosorveglianza, che resta spettatore passivo di azioni delittuose e criminali.
