Vibo, nuovo ospedale: si mobilita il territorio. Nasce il comitato
La prima riunione del comitato pro-ospedale si terrà giovedì alle 15 nell'ufficio di presidenza del Comune
E' venuta meno ogni certezza. Sui tempi, sulle modalità di realizzazione, sugli intenti. Al punto che si rende necessario programmare "un intervento dal basso". Perché il momento è delicato, delicatissimo, e la sanità allo stremo. Si soffre, a Vibo, per la lentezza con cui si procede alla realizzazione del nuovo ospedale, si soffre pure per le condizioni in cui versa la sanità del territorio. Si soffre, ma non si subisce. Il territorio, infatti, ha deciso di fare quadrato attorno alle grandi questioni e intervenire, affinché si riesca ad assicurare ai cittadini una sanità efficiente.
Il comitato. Gli ordini professionali dei medici e degli infermieri, la Conferenza dei sindaci, la triplice sindacale costituita (Cgil, Cisl e Uil), le associazione Avis e Rete civica - e quanti ancora vorranno condividere "un grande manifesto di civiltà per concretizzare una nuova opportunità di salute nel territorio" - faranno parte da adesso in avanti del costituendo comitato pro-ospedale. Si tratta di un'iniziativa territoriale, evidentemente venuta fuori da un malcontento generalizzato. "Siamo stanchi di subire umiliazioni - spiegano dal comitato -, vogliamo essere una forza attiva e propositiva per un nuovo corso della sanità vibonese, al fine di garantire la trasparenza, i tempi e la realizzazione di una struttura fondamentale negli interessi generali della collettività e dei soggetti più deboli". La città e il territorio, sostengono, devono "con celerità, politica e istituzionale, riorganizzare la sanità ed ammodernare il sistema dei servizi pubblici ospedalieri".
Un nuovo ospedale: una nuova sfida. "Siamo soggetti di rappresentanza - chiariscono - che, nell'esercizio delle specifiche funzioni democratiche, abbiamo valutato, ancora una volta, la necessità di un percorso comune per affrontare una nuova sfida nella costruzione dell' ospedale "civile" a Vibo Valentia, dopo le sopraggiunte criticità e lentezze di impegnare le somme finanziate, in un decennio di vane promesse. E' necessario voltare pagina e rimettere al centro i bisogni della salute e della dignità del malato, qualificando al meglio le tante energie professionali che ci lavorano. Una riposta vitale per sospingere, motivare e collaborare alla fattiva realizzazione di una opera di modernità negli essenziali bisogni della salute e nella pari fruibilità della assistenza pubblica ospedaliera". (i.l.)
