Il presidente del Consiglio comunale Stefano Luciano costretto a sciogliere la seduta per motivi di sicurezza. Lo sgombero questa mattina

Hanno atteso un intero pomeriggio. Assiepati sugli spalti, come spesso siamo stati abituati a vederli negli ultimi mesi. Lo hanno fatto dopo essere arrivati in netto anticipo sugli amministratori i quindici operai ex ProgettAmbiente che chiedono di essere nuovamente assunti, facendo seguito all'accordo prefettizio del 20 agosto 2014.

A tarda sera, finalmente, esauriti gli altri argomenti, era arrivato il loro turno. I lavoratori hanno ascoltato con trepidazione l'ordine del giorno presentato dal gruppo del Pd con cui si chiedeva di dare esecuzione alla delibera relativa all'assorbimento dei dipendenti rimasti esclusi dall'assunzione dalla società ProgettAmbiente.

La proposta, dopo un lungo dibattito in aula, veniva emendata dalla maggioranza. A quanto pare, sarebbe stato lo stesso sindaco a suggerire la via maestra, dando indicazioni chiare sulla sua realizzazione.

L'assessore all'Ambiente provava a spiegare gli operai le ragioni di un deliberato con cui si rimandava per ragioni contabili la loro assunzione. Ma nel momento in cui, intorno alle 23.30, il centrodestra si esprimeva a favore dell'emendamento i quindici disperati che avevano ordinatamente assistito all'assembloea, sostenuti dal segretario dell'Ugl Rottura e da quello dello Slai Cobas Piperno, si riversavano nell'emiciclo. Il capo dell'assise Stefano Luciano prima sospendeva i lavori  per dieci minuti, quindi scioglieva la seduta per l'impossibilità di proseguire. La notte per i lavoratori ex ProgettAmbiente si preannuncia lunga nella sala consiliare del Comune di Vibo.

Lo sgombero. Dopo una lunga notte di tensione e occupazione, gli operai lasciano l'aula di palazzo "Luigi Razza". Al momento non è chiaro se allo sgombero, avvenuto questa mattina, seguiranno altre forme di protesta.