Zambrone, sindaco "licenzia" due assessori: decisiva inchiesta Zoom24.it
Il primo cittadino del centro costiero del Vibonese Giovanna Pileggi revoca il mandato a Carlo Muggeri e a Pasquale Tripodi. Nel caso di quest'ultimo cita esplicitamente la nostra testata
“Errare è umano, perseverare diabolico”. Si è guardata bene dal perseverare in una scelta da lei stessa messa in discussione Giovanna Pileggi, eletta sindaco di Zambrone nel maggio scorso con il 44, 35% dei voti contro il 30,86% dello sfidante Corrado L'Andolina ed il 24,78% di Quintina Vecchio, quest'ultima ex vicesindaco dell'amministrazione di Pasquale Landro, marito della Pileggi e scomparso prematuramente all'atto della riconferma a sindaco per la terza volta. Il primo cittadino del centro costiero del Vibonese è quindi ritornata clamorosamente sui propri passi ed ha ritirato le deleghe ad entrambi gli assessori della sua giunta. A finire K.o. sono stati due veri e propri “pesi massimi” sul piano politico-amministrativo: il vicesindaco Carlo Muggeri e il titolare della delega all'Urbanistica ed al Verde pubblico, Pasquale Tripodi.
Le ragioni. Questa volta, però, le beghe di palazzo e gli equilibri politici dentro la maggioranza c’entrerebbero ben poco. A spingere il capo dell’esecutivo comunale a prendere la sua irrevocabile decisione sarebbero state due ragioni di fondo, entrambe estremamente "inquietanti": nel caso dell’architetto Muggeri, che certo non abitava sulla luna ma a Zambrone, il sindaco avrebbe scoperto solo ora, incredibile ma vero, che la professione esercitata da costui sul territorio comunale sarebbe in potenziale conflitto di interesse con "l'attività di governo della cosa pubblica, nonostante - scrive il sindaco - l'assoluta rettitudine del citato professionista"; per quel che concerne, invece, Pasquale Tripodi, la motivazione appare ancor più preoccupante. In questo caso, a venire in aiuto al primo cittadino, come ella stessa evidenzia nel proprio decreto sindacale di revoca, è stato Zoom24.it, il nostro sito d’informazione, le cui rivelazioni la medesima cita esplicitamente nel decreto di revoca della nomina. Scrive infatti il sindaco che "a seguito di un report pubblicato sul sito News Zoom24.it", report definito dallo stesso primo cittadino come "oggettivamente attendibile nei suoi contenuti", aveva convenuto con l'assessore Tripodi "circa l'opportunità che lo stesso rassegnasse le dimissioni dalla carica di assessore comunale". Atteso però che alla data odierna, spiega il sindaco, "lo stesso non ha ritenuto di rassegnare le proprie dimissioni dalla carica di assessore comunale, non dando corso, di fatto, a quanto convenuto per le vie brevi", ecco il decreto di revoca dall'incarico, considerato che "la descritta situazione - evidenzia il primo cittadino - si pone come incompatibile alla prosecuzione di un rapporto fiduciario in seno alla giunta comunale, pur apprezzando in questi mesi di inizio mandato la sensibilità ed il sentimento di responsabilità istituzionale mostrato dal citato assessore".
L'inchiesta. Proprio in un articolo pubblicato da questa testata (LEGGI QUI) era stato evidenziato che il padre "di tale componente della giunta è statoprocessato e definitivamente condannato per associazione mafiosa nel processo “Dinasty” contro il clan Mancuso".
Entrambi i decreti del sindaco sono stati trasmessi al prefetto di Vibo Valentia, Carmelo Casabona, e se ne darà comunicazione al Consiglio comunale di Zambrone nella prossima adunanza.

Equilibri a repentaglio? Le scelte del sindaco “fulminata sulla via di Damasco” da un’inchiesta giornalistica, potrebbero ora incidere pesantemente sugli equilibri della maggioranza costituendo un punto di non ritorno. E la domanda sorge lubranianamente spontanea: c’era bisogno di Zoom24.it per sapere che un componente della giunta fosse figlio di un condannato in via definitiva per mafia e l’altro svolgeva la funzione di architetto in "possibile conflitto d’interesse con l’ente pubblico", per come sostiene il primo cittadino nel proprio decreto sindacale di revoca per l'assessore Muggeri? Il sindaco non era ben informato su chi aveva nominato in giunta? Possibile che in un centro di poche migliaia di abitanti potessero esistere così tanti misteri? Forse, mai come in questa circostanza, è vera la massima secondo la quale “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca!”
‘Ndrangheta ed enti locali: ecco cosa troverà il prefetto nel Vibonese (LEGGI QUI)
