Il virus, malware, ideato da esperti hacker africani e del sud est asiatico, blocca dati e computer, scatenando il panico tra utenti e professionisti.

Una nuova minaccia malware Diffonde il panico in rete e minaccia il popolo del web. Blocca i meccanismi hardware e manda completamente in tilt utenti e macchine. E' l'ultima "scoperta" dell'hackeraggio a preoccupare il popolo di internet e la Polposta. Un virus, in gergo definito "malware", capace di inserirsi nei sistemi informatici più sofisticati e bloccarli irrimediabilmente. Si annida con estrema facilità all'interno dei nostri dati. Basta una piccola, piccolissima distrazione e il gioco è fatto. Perché è sufficiente aprire una semplice email, all'apparenza attendibile, firmata da un già noto contatto per scatenare l'inferno. Studi professionali e non sono stati vittime, di recente, dell'attacco hacker, che ha praticamente inibito l'uso dell'apparecchio informatico dei malcapitati. E più d'uno si è visto costretto a sborsare fior di quattrini ai propri aguzzini cibernetici, nella speranza di vedersi al più presto sbloccare il proprio strumento di lavoro.

La richiesta di "riscatto" Importi diversi, evidentemente in base alle necessità, sono stati chiesti ad utenti, professionisti e ignari navigatori, d'un tratto privati del funzionamento del personal computer. Una vera e propria richiesta di riscatto in formato 2.0, che appare direttamente sullo schermo del pc, all'apertura del file "zippato", ossia allegato, alla email "infetta". La pretesa ha, in genere, importi diversi e per nulla ragionevoli, ma promette di far seguire al pagamento la risoluzione definitiva del problema. Una promessa da vero e proprio pirata informatico, il quale, da copione, incassa i soldi e ringrazia, lasciando il poveretto in balia del "malware". I più accorti preferiscono rivolgersi a professionisti del settore, molto spesso contattati in ritardo.

Cosa fare in caso di "contagio" Procedere con cautela, per prevenire il propagarsi dell'infezione informatica, sembra essere il rimedio principale. Mai aprire mail dal contenuto allegato sospetto, con estensioni di file sconosciute o non verificate. Mai procedere al pagamento di quanto chiesto a titolo cauzionale. E, soprattutto, nel caso di un contagio già avvenuto, confidare nelle abilità di un tecnico di fiducia e di un buon antivirus aggiornato. Solo in quel caso i soldi spesi saranno stati ben investiti. (i.l.)