I dipendenti regionali della Prociv sul piede di guerra contro la soppressione delle sedi distaccate e la riorganizzazione del personale

Si sta svolgendo in queste ore una manifestazione di protesta dei lavoratori della Protezione civile regionale. Le motivazioni sono riconducibili alla volontà manifestata dal direttore di settore, Carlo Tansi, di sopprimere le sedi distaccate di Crotone e Vibo Valentia mettendo a disposizione dell’ufficio personale delle Regione il personale dipendente.

Questione controversa. La questione è decisamente controversa. L’ultimo atto (235/16) che decreta la soppressione dei due uffici provinciali di Crotone e Vibo, era stato anticipato da un decreto (150/16) poi in parte revocato che fissava in 45 unità il personale eccedente. In Protezione civile sarebbe in atto un’operazione di riorganizzazione dei lavoratori che però non è stato approvato nelle modalità. “Non si capiscono i criteri scelti dalla dirigenza per individuare il personale da mettere a disposizione – ha spiegato Gianluca Tedesco, dirigente della Cisal – Né si è provveduto ad avviare un’interlocuzione con le parti sociali”.

Il decreto 235/16. Il decreto 235/16, arrivato a parziale modifica del primo, annulla le disposizioni riguardanti il personale classificato in eccedenza ma mantiene fermo il proposito di sopprimere le due sedi provinciali di Crotone e Vibo Valentia.

La testimonianza. Domenico Ferraro è responsabile di turno nella sala operativa di Vibo Valentia e rientra nella categoria di dipendenti che a breve dovrà essere riallocato nei ruoli della Regione. “Non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, nessuna informativa – spiega – ne sono venuto a conoscenza attraverso il passaparola in ufficio. Io sono un veterano della Protezione civile, ho fatto esperienza partecipando ad emergenze e ricopro un ruolo importante. Non temo nulla – specifica poi – sarò messo a disposizione dell’ufficio personale regionale che gestirà la mia pratica ma non trovo giusto che i territori rimangano sprovvisti dei presidi di sicurezza. È necessario decentrare i servizi e il taglio delle sedi provinciali penalizzerà in misura maggiore i cittadini”.