Nuovo ospedale Vibo: al via verifica idrogeologica, ma manca progetto esecutivo
Ci sono anche i soldi per la messa in sicurezza dell'area e la realizzazione delle opere collaterali: 20 milioni di euro stanziati da due diverse finanziarie
di MIMMO FAMULARO
Annunci e smentite, ritardi e polemiche. Si allungano i tempi per la costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia e aumentano le preoccupazioni. Il tema è di stringente attualità. Se ne è parlato abbondantemente la settimana scorsa con l'audizione del direttore generale dell'Asp di Vibo Valentia, Angela Caligiuri, davanti alla commissione sanità del Consiglio regionale. Ne hanno oggi gli stessi consiglieri regionali Carlo Guccione e Michele Mirabello a palazzo Campanella chiedendo l'attivazione di una task-force per superare tutte le difficoltà. Vorrebbero parlarne persino i consiglieri comunali del Partito democratico che, proprio nelle ultime ore, hanno chiesto la convocazione dell'assemblea di palazzo “Luigi Razza” aperta anche al direttore generale Angela Caligiuri e al presidente della Regione Mario Oliverio. Già, proprio Mario Oliverio, il governatore in carica, che nel marzo dello scorso anno, in piena campagna elettorale, aveva previsto l'avvio dei lavori entro pochi mesi. Qualche settimana fa più o meno la stessa cosa l'aveva fatta il commissario Massimo Scura pronosticando la cantierizzazione dell'opera per fine aprile. Tutto impossibile per un semplice motivo: i soldi ci sono, ma manca il progetto esecutivo e non solo.
Perché non partono i lavori? E' la domanda più frequente. Venerdì lo ha spiegato in maniera dettagliata il direttore generale dell'Azienda sanitaria vibonese Angela Caliguri. Ancora prima di lei aveva dato una risposta esauriente la Conferenza dei servizi riunitasi la settimana scorsa. Alla base dei continui ritardi persistono problemi di ordine idrogeologico. Come molti sanno e tanti fingono di non sapere, il nuovo ospedale di Vibo Valentia sarà costruito in località Cocari, su un'area a forte rischio idrogeologico, nella stessa zona da dove ha avuto origine l'alluvione del 2006. Necessario quindi procedere con i piedi di piombo prima di dare il via libera alla costruzione di un'opera imponente che costerà 143 milioni di euro e che rappresenta il più grande investimento nella storia della città. Si sta quindi procedendo ad una serie di verifiche di natura geologica, in gergo caratterizzazione dell'area. I risultati saranno consegnati alla prossima riunione della Conferenza dei servizi in programma tra il 23 ed il 25 marzo, comunque poco prima di Pasqua. Allo stesso tempo si lavora alla definizione di tutte le procedure necessarie alla messa in sicurezza delle aste fluviali, alla regimentazione delle acque piovane provenienti da monte e alla realizzazione delle opere collaterali come la strada d'accesso all'ospedale ed il depuratore. Tre punti fondamentali e propedeutici al disco verde per i quali sono già stati stanziati circa 20 milioni di euro. Cinque risultano nel bilancio regionale del 2009 e riguardano la messa in sicurezza dell'area, altri quindici figurano nel collegato alla finanziaria del 2013. Entrambe le proposte sono state firmate dall'ex consigliere regionale Pietro Giamborino con due diversi governatori, Agazio Loiero e Giuseppe Scopelliti.
Il cronoprogramma. Ci sono delle date da segnare in rosso sul calendario. La prima è quella del 25 marzo, giorno entro il quale dovrebbe tornare a riunirsi la Conferenza dei servizi. Se tutto filerà liscio in quella seduta si procederà all'approvazione del progetto definitivo. Poi serviranno ulteriori due mesi per l'acquisizione di tutti i pareri dei soggetti attuatori. L'iter burocratico procederà con la redazione da parte del concessionario del progetto esecutivo. Servirà ancora un altro mese e, allora, l'altra data da cerchiare sarà quella del 30 giugno quando la Conferenza tornerà a riunirsi per il via libera finale. Quindi ecco l'ultima tappa del percorso: verifica e validazione da parte del Rup. A quel punto l'iter avrà preso la discesa e se, nel frattempo, non ci dovessero essere altri imprevisti, entro fine ottobre in località Cocari si potrà posare la prima pietra. Quella vera.
