Strada statale 106 jonica, dove "i morti non si contano più"
Nuova protesta di Ferdinando Amoruso che ha deciso di recarsi nella sede della Regione chiedendo di incontrare il governatore per ragionare sulla predisposizione di un tavolo tecnico.
Si è incatenato nel piazzale antistante la cittadella regionale e ha giurato che da lì non si muoverà fino a quando il governatore Mario Oliverio non deciderà di riceverlo. Ferdinando Amoruso, ha deciso di non demordere e di proseguire la propria battaglia in difesa del territorio crotonese portandola dinanzi al “palazzo del potere”.
I precedenti. Il nome di Ferdinando Amoruso è legato a doppio filo alla battaglia da lui propugnata per l’ammodernamento della statale ionica 106. Numerose sono state le proteste e le manifestazioni organizzate nel corso degli anni per tenere alta l’attenzione su una realtà che mina la serenità dei cittadini. “Sono quindici anni che mi batto – hspiegato – per la costruzione del nuovo tratto stradale tra Sibari e Crotone. Quella che percorriamo attualmente non ha le condizioni di agibilità, è stata costruita nel ventennio fascista e la percorrenza di mezzi pesanti è motivo di pericolo per i cittadini. Ormai i morti non si contano più”.
Le richieste. “Non mi muovo di qui fin quando Oliverio non mi riceve” ha chiarito con risolutezza. “La politica deve chiarire una volta per tutte cosa intende fare”. Amoruso ha infatti chiesto la predisposizione di un tavolo tecnico con il governo e l’Anas per chiarire anche le circostanze che hanno portato al mancato finanziamento del megalotto 9. Un progetto risalente al 2005 e che, secondo Amoruso, sarebbe stato già approvato dai comuni e dalla regione ma mai finanziato. Il piano viario prevedeva la costruzione di una strada a quattro corsie nel tratto dal comune di Mandatoriccio all’aeroporto sant’Anna.
