La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione nei confronti di Domenico Mancuso, 37 anni, di Limbadi, detto "The Red", ritenuto colpevole del reato di estorsione aggravata dalle modalità mafiose ai danni del gestore di un bar di Tropea. Identica pena gli era stata inflitta il 13 maggio 2014 dalla Corte d'Appello di Catanzaro ed il 10 luglio 2009 dal Tribunale di Vibo Valentia presieduto all'epoca dal giudice Giancarlo Bianchi.

Domenico Mancuso (The red)

Le accuse a carico Domenico Mancuso – figlio del boss Diego Mancuso – scaturivano dall’operazione antimafia “Odissea” scattata nel settembre del 2006 ad opera della Squadra Mobile di Vibo Valentia e della Dda di Catanzaro contro 40 indagati. Fra loro, anche Domenico Mancuso che era stato arrestato. Nel 2014 il sostituto procuratore generale di Catanzaro, Salvatore Curcio, al termine della requisitoria del processo in sede di appello, aveva chiesto per l’imputato una condanna a 12 anni ed 8mila euro di multa, contestandogli anche l’accusa di associazione mafiosa. Per tale reato, però, la Corte d’Appello, confermando sul punto il verdetto del Tribunale di Vibo, aveva assolto l’imputato che era difeso dagli avvocati Antonio Porcelli e Francesco Sabatino.  La Cassazione ha ora chiuso la vicenda processuale confermando la pena a 4 anni e 6 mesi di carcere. (g.b.)