La vittima sarebbe stata vessata da continue minacce di attentati all’incolumità personale, atti intimidatori e pressanti avvisi ad aiutare le famiglie dei carcerati

Minacce di attentati all'incolumità personale, atti intimidatori di ogni genere. richieste di denaro destinato alle famiglie dei detenuti affiliati al clan, danneggiamenti e furti: così i "picciotti" del clan Franco di Reggio Calabria, colpito oggi da 16 fermi nell'ambito dell'operazione "Antibes" della Polizia, avrebbero indotto un operatore economico a chiudere. Le indagini della sezione della Polizia di Stato presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria avrebbero fatto emergere estorsioni, per alcune migliaia di euro ai danni dell'imprenditore, ad opera di personaggi contigui alla "locale" di Pellaro, fermati nel blitz di questa notte.