Per tutti gli indagati l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. L' operazione scaturisce dell'analisi delle conversazioni ambientali.

La polizia sta eseguendo una serie di arresti e perquisizioni nei confronti di soggetti legati a cosche di 'ndrangheta operanti tra Gioiosa Ionica, Rosarno e Siderno. Sono in tutto 14 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip distrettuale di Reggio Calabria: 8 in carcere e 6 ai domiciliari. Per tutti gli indagati l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga.  L'operazione denominata "Apegreen Drug" scaturisce dell'analisi delle conversazioni ambientali intercettate all'interno della lavanderia Apegreen di Siderno, gestita da Giuseppe Commisso, 69 anni, alias "U Mastru", personaggio di spicco dell'omonimo clan di Siderno e collocato pure ai vertici della "Provincia", la struttura di 'ndrangheta che controlla e coordina le attività illecite nell'intera provincia di Reggio Calabria svelata nella sua funzionalità con l'operazione "Crimine" del luglio 2010.

Giuseppe Commisso

La lavanderia di Commisso era già stata individuata dagli investigatori quale base operativa dell'organizzazione. Fra gli arrestati c'è appunto Giuseppe Commisso - già condannato a 14 anni di reclusione per associazione mafiosa nel processo "Crimine" - ed elementi del clan Ursino di Gioisa Ionica e Pesce di Rosarno. L'attuale segmento investigativo rappresenta l'epilogo delle principali inchieste condotte sulla cosca Commisso, dal 2009 ad oggi, e conferma, anche con recenti sequestri di stupefacenti, l'operatività del sodalizio in Africa (Costa d'Avorio), Nord Europa (Belgio) e Venezuela.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa in programma alle 11 in procura a Reggio Calabria alla presenza del procuratore antimafia e antiterrorismo Franco Roberti, del procuratore di Reggio Federico Cafiero de Raho, del procuratore aggiunto Nicola Gratteri, del questore di Reggio Raffaele Grassi, del capo della prima sezione dello Sco Andrea Grassi e del capo della Squadra mobile Francesco Rattà.