Assenteisti all'ospedale di Pizzo: giustizia vibonese in "tilt", ennesimo rinvio
A due anni dal blitz dei carabinieri, il processo non si è ancora aperto. Oggi ben due giudici si sono dichiarati incompatibili. Rinvio al 6 ottobre 2016 dinanzi al Tribunale di Vibo
Nulla da fare a Vibo Valentia per il processo ai presunti assenteisti dell'ospedale di Pizzo Calabro coinvolti in un'operazione, denominata "Asp-etta", scattata il 24 aprile 2014 e che ha coinvolto 17 indagati. Ancora una volta, la "macchina" della giustizia vibonese mostra il suo volto "peggiore", fatto di carenza di giudici e cattiva programmazione delle udienze.

Cronologia degli "eventi". E' il 24 aprile 2014 quando dirigenti sanitari, medici, infermieri ed assistenti sociali dell'ospedale di Pizzo Calabro vengono raggiunti da una misura interdittiva di sospensione per due mesi dall’esercizio del pubblico ufficio firmata dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Lucia Monaco, in accoglimento di una richiesta del pm Vittorio Gallucci.
Il 25 aprile 2014, quindi, l'allora direttore generale dell’Asp di Vibo Valentia, Florindo Antoniozzi, con apposita delibera disponeva il taglio del 50% della retribuzione nei confronti dei 17 indagati. Il dg dell’Asp, prendendo atto della misura del gip, sospendeva poi dal servizio, con decorrenza immediata e per la durata di due mesi, i 17 dipendenti dell’Azienda sanitaria provinciale indagati per truffa aggravata. Il provvedimento del direttore generale Antoniozzi veniva infine notificato ai diretti interessati ed ai direttori delle unità operative interessate.

L' accusa di truffa. Secondo le indagini dei carabinieri, i cartellini marca tempo degli indagati, in servizio all’ospedale di Pizzo, sarebbero stati timbrati in alcuni casi da una sola persona per colleghi assenti dal posto di lavoro. Diversi indagati si sarebbero inoltre allontanati dal luogo di lavoro per finalità estranee alle attività d’ufficio. Qualche dipendente sarebbe stato notato dai militari dell'Arma mentre si trovava al mare durante l’orario di lavoro. Il 9 settembre 2012, infine, un soggetto noto alle Forze dell’ordine, dopo essersi introdotto di notte nell’ospedale di Pizzo, aveva sradicato dal muro anche la macchinetta “marca tempo”. Ingente, secondo gli investigatori, il danno economico provocato all’Asp di Vibo in virtù delle ore di lavoro retribuite ma mai prestate dai presunti assenteisti. L’inchiesta, partita nell’ottobre del 2012, si avvale di intercettazioni video attraverso le quali sarebbero state filmate e documentate le assenze dei sanitari dall’ospedale di Pizzo.

Giudizio immediato. Il 2 giugno 2014 era stato quindi il gup Fabio Regolo ad accogliere la richiesta di giudizio immediato avanzata dal pm Vittorio Gallucci, fissando l'inizio del processo dinanzi al Tribunale monocratico di Vibo Valentia per il 2 febbraio 2015. Nulla da fare, però, in tale data per l'apertura del dibattimento a causa dell'incompatibilità del giudice alla sua trattazione. Nuovo rinvio sino all'udienza odierna dove il giudice Lucia Monaco, che presiedeva il Tribunale monocratico (ed è anche presidente della sezione penale), ha rinviato la trattazione del processo - in quanto incompatibile avendo già svolto il ruolo di gip nella stessa inchiesta - assegnandolo al giudice Rosa Luppino la quale, essendo però un got, si è dichiarata funzionalmente incompetente a poter trattare procedimenti per tali reati (il reato di truffa può giudicarlo solo un togato). Rinvio quindi di quasi nove mesi, precisamente al 6 ottobre 2016 nella speranza che per tale data il Tribunale di Vibo (a differenza di quanto avvenuto stamane) si "attrezzi" per trovare un giudice compatibile con la trattazione di un processo il cui dibattimento - se tutto andrà bene - si aprirà ad oltre due anni dal giudizio immediato disposto il 2 giugno 2014.
Gli imputati. I 17 sanitari sotto processo sono: Emilio De Pasquale, Francesco Andreacchi, Maria Teresa De Fina, Lucrezia Schiavone, Carmela Gaglioti, Giovanni Meddis, Giuseppe Grillo, Antonio Talesa, Maria Concetta Asturi, Rosella De Gennaro, Rita Tambuscio, Elisabetta Sardanelli, Giuseppina Mercadante, Anna Russo, Annunziata Carullo, Alfonso Belvedere, Salvatore Morlè.
