E' impietosa la classifica del "Sole 24 Ore" che colloca al penultimo posto per qualità della vita la Vibo e la sua provincia. Un record negativo non nuovo che spinge il professore di Etnologia e Letterature Popolari all'università della Calabria, Vito Teti, che dirige pure il "centro di antropologie e letterature del mediterraneo" ed e' presidente del corso di laurea in Lettere, nonchè autore di numerosi libri sulla Calabria, ad intervenire nel dibattito. "Vivo a San Nicola da Crissa, nel Vibonese, e per questo dico che il territorio della provincia di Vibo è stato sempre eccessivo nel bene e nel male.

Vito Teti

Anche chi sceglie di viverci - spiega all'Agi l'intellettuale Vito Teti - compie una scelta che è "eccessiva" di amore, dolore ed amarezza, coltivando la speranza che prima o poi emergano quelle positività che pur ci sono e che forse il Sole 24 Ore non sempre riesce a cogliere oppure che non ci sono e che però devono impegnare tutti noi vibonesi a cercarle. E' una classifica che crea imbarazzo e quando 10 anni fa dissi che tutto sommato la provincia di Vibo era "senza orgoglio e dignita'" ci fu un'insurrezione di anime benpensanti che urlarono ad una sorta di vibonesità offesa. Adesso - conclude Teti - sarebbe il caso di prendere definitivamente atto che tale stato di cose non può continuare e va ribaltato, senza dare sempre le colpe ad altri ed interrogandoci invece sulle nostre responsabilità. L'amore e l'orgoglio dell'appartenenza richiedono scelte di responsabilità e prospettiva etica volta al bene comune".

 

L'editore Florindo Rubettino, dal canto suo, commenta all'Agi spiegando che si tratta dell'ennesima "conferma di una situazione che anzichè invertirsi peggiora. I divari si accentuano, se è vero che è più forte la distanza fra la Lombardia e la Calabria di quella che separa la Grecia dalla Germania. Questo la dice tutta, ma le classifiche resteranno fine a se stesse se non si individuano le leve per lo sviluppo del Mezzogiorno". Florindo Rubbettino è un editore di successo.

Florindo Rubbettino

Da calabrese ha scelto la Calabria come sede della sua attività: l'omonima casa editrice, fondata dal padre Rosario, è ormai affermata fra le principali realtà del settore e ha sede a Soveria Mannelli, nel Catanzarese. Rubbettino legge i dati del 'Sole 24 Ore', che indicano le province di Vibo Valentia e Reggio Calabria come ultime per qualità della vita, dal punto di vista di chi ha fiducia nelle potenzialità della Calabria e del Mezzogiorno. "Non è questione di soldi, di aiuti e di incentivi. Queste cose fanno parte del passato. Le vecchie politiche - dice all'AGI - si sono rivelate fallimentari. Il problema vero sono i progetti. Occorre che il Sud diventi un laboratorio d'innovazione puntando sulla ricerca, sulla cultura, sulla particolarità del suo artigianato. Se non ragioniamo su queste cose, non ne usciremo mai. Il Sud, peraltro, vede crescere il suo divario rispetto a un Paese che non è certo all'avanguardia e che è a sua volta in ritardo. Occorre - spiega ancora - andare oltre. Guardare ad altri Sud del mondo come l'India o la Corea, che sono stati capaci di fare il salto di qualità. Tutto questo, naturalmente - conclude - richiede uno scatto dal basso perchè la spinta non può venire dall'esterno".

 

Lo scrittore Gioacchino Criaco, che qualche mese fa non ha avuto remore ad ingaggiare una polemica con il quotidiano economico sul livello delle università calabresi, reputa invece ingeneroso nei confronti della sua terra e respinge con decisione la classifica del 2Sole 24 Ore". L'autore di "Anime nere" vive in Lombardia, ma appena può torna nella sua Calabria. "Sono stato a Reggio - spiega all'Agi - nei giorni scorsi e mi sono svegliato in albergo con la Sicilia di fronte e la via Marina davanti; sono rientrato in Lombardia, terra che amo perchè mi ha dato tanto, e ho trovato la nebbia.

Gioacchino Criaco

Credo che una graduatoria sulla qualità della vita dipenda dai parametri che si seguono. Certamente a Milano, per quanto riguarda ad esempio la mobilità, - sottolinea - sono disponibili più mezzi e servizi, ma a Reggio Calabria non devi stare due ore imbottigliato nel traffico". Dunque, secondo lo scrittore calabrese, "dipende da cosa si intende per qualità della vita'. Se il parametro fosse la pulizia dell'aria, ad esempio, Reggio Calabria sarebbe prima in claffifica. Anche per quanto riguarda la sicurezza - aggiunge -, nel centro di Reggio a mezzanotte mi sento più sicuro che a Milano. Se poi il parametro è la possibilità di lavorare, il Nord offre indubbiamente molto di più. Non penso proprio - ribadisce Criaco - che le città calabresi meritino quella posizione alla luce di tutti gli elementi. Di certo, non se consideriamo la storia, la cultura, la tradizione. Ognuno - sottolinea - ovviamente, ha una sua idea di cosa sia la qualità della vita. Per come la vedo io, Vibo Valentia non è al penultimo posto, se penso che proprio nel Vibonese, a Tropea e Vibo, si tiene un premio letterario con il meglio della cultura italiana". I problemi del Sud, certamente, ci sono e sono gravi. Criaco, che nei suoi libri ne ha denunciati più d'uno, non lo nasconde. "Certamente, - è l'amara constatazione - è un problema raggiungere Reggio Calabria se un biglietto aereo da Milano costa 500 euro. Sempre ammesso che sia possibile trovare un aereo o un treno disponibili".