L'assessore sarebbe arrivato, secondo quanto trapela, anche a minacciare le dimissioni  in un confronto schietto tu per tu con il sindaco della città. 

Ha dato l'anima come nel suo stile. Non si è fermato dinanzi a nulla. Ha ricevuto una delega delicata, un'eredità pesante. Una dote che in pochi in una città come Vibo avrebbero accettato di buon grado. Ha provato a fare l'assessore dopo aver rinunciato alla poltrona sicura di Consigliere comunale, svolgendo ogni mansione per provare ad ottemperare alle carenze croniche di un ente la cui burocrazia fa acqua da tutte le parti. Certo, non è rimasto a guardare Enzo De Filippis in questi primi mesi di mandato. Lo ha fatto in silenzio, senza dare troppo nell'occhio. Neppure in quello del sindaco.

Il primo resoconto.  Ma la pazienza ha un limite. Oberato di lavoro e di responsabilità, dopo cinque mesi abbondanti, a un certo punto, il titolare della delega all'Ambiente di palazzo "Luigi Razza" si sarebbe presentato al cospetto del primo cittadino. E senza utilizzare troppi giri di parole, con la schiettezza che lo contraddistingue e il pragmatismo del matematico,  avrebbe chiesto una netta e chiara inversione di rotta. Altrimenti, riferiscono i ben informati, “sono anche pronto a lasciare, avrebbe tuonato, perché la politica non bisogna farla ad ogni costo”.

Il faccia a faccia sarebbe durato diversi minuti. Tra le richieste che filtrano dai muri tutt'altro che impermeabili di palazzo “Luigi Razza”, “una seria riorganizzazione degli uffici ambientali”. Mettere, insomma, le persone giuste al posto giusto. Una delle promesse della campagna elettorale (rimasta pure questa un annuncio), grazie a cui Costa vinse le elezioni dello scorso 31 maggio.

Nessuna conferma diretta. L'interessato ovviamente non conferma nulla. “Va tutto bene, lavoriamo notte e giorno per dare un volto nuovo a questa città”. Aggira la questione De Filippis e racconta al cronista del “protocollo d'intesa con la Regione per la raccolta differenziata, del recupero di piazze e viale, della necessità di ridare "respiro alle aree verdi, del new deal nella gestione della raccolta rifiuti legato al nuovo appalto. Ma con il sindaco non sarebbe stato tenero. E se non è stato proprio un ultimatum, certo si è trattato di un campanello d'allarme forte e stridente proveniente da una delle pochissime voci  fuori dal coro, in una maggioranza dove i sì acquiescenti cominciano a diventare molti, forse troppi!