Nel processo "Romanzo criminale" è emersa stamane in aula la presenza di presunti componenti del clan nelle manifestazioni religiose che si svolgono nel periodo pasquale

di GIUSEPPE BAGLIVO

La presenza di alcuni componenti della “famiglia” Patania di Stefanaconi durante la manifestazione religiosa dell'”Affruntata” accanto a due carabinieri che portavano in spalla la statua di San Giovanni, un manifesto funebre ad opera del Comune attaccato per fare le condoglianze in occasione della morte violenta (omicidio) del boss Fortunato Patania, ed il ritrovamento di micidiali armi da fuoco nella disponibilità dei Caglioti di Sant'Angelo di Gerocarne. Questi gli argomenti trattati oggi nel processo “Romanzo Criminale” in corso dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia contro il clan Patania. E' stato il maresciallo Tommaso Casella, in servizio al Nucleo investigativo dei carabinieri di Serra San Bruno, a riferire sulle numerose armi da fuoco (fucili, pistole, munizioni e materiale in uso alle forze dell'ordine) ritrovate nel 2012 dai carabinieri nelle abitazioni e nei casolari in uso ad Antonio e Cosimo Caglioti. Particolare significativo emerso in aula dalla deposizione è relativo al fatto che le perizie balistiche e gli accertamenti su alcune armi ritrovate nelle abitazioni e nelle auto dei Caglioti hanno stabilito che proprio una di tali armi è stata usata per commettere l'omicidio di Michele Mario Fiorillo (17 settembre 2011) nelle campagne al confine fra i territori di Piscopio e Francica. Omicidio che ha dato il via alla faida fra i Patania-Caglioti contro i Fiorillo-Battaglia di Piscopio.

L'Affruntata ed il manifesto funebre del Comune. E' stato invece il maresciallo Alessandro Caravelli, del Nucleo investigativo dei carabinieri di Vibo, a spiegare come dalla visione di alcuni filmati amatoriali scaricati da internet, gli investigatori hanno puntato ad estrapolare dei fotogrammi in cui sarebbe ben visibile la presenza di Saverio Patania accanto alla statua di San Giovanni in occasione dell'Affruntata di Stefanaconi tenutasi nel 2009 e nel 2010. Su domanda dell'avvocato Sergio Rotundo è quindi emerso che a portare la statua in spalla in occasione dell'Affruntata erano stati due carabinieri, circostanza quest'ultima non segnalata nell'informativa del Nucleo investigativo che si è concentrata invece solo sui personaggi (come i Patania) che potevano essere di interesse investigativo. Il pm Camillo Falvo ha così prodotto al Tribunale il dvd con le riprese del rito dell'Affruntata, così come la copia del manifesto funebre che il Comune di Stefanaconi ha fatto attaccare in occasione (18 settembre 2011) dell'omicidio del boss Fortunato Patania. Prossima udienza il 18 novembre.

Giuseppina Iacopetta

Gli imputati del processo.  Dinanzi al Tribunale per rispondere del reato di associazione mafiosa si trovano: Giuseppina Iacopetta, ritenuta al vertice della cosca dopo l'uccisione del marito, il boss Fortunato Patania, durante la faida con i Piscopisani; i figli Salvatore, Saverio, Giuseppe, Nazzareno, Andrea e Bruno Patania; Cosimo e Caterina Caglioti; Nicola Figliuzzi; Cristian Loielo; Alessandro Bartalotta; Francesco Lo Preiato; Ilya Krastev. L'ex maresciallo dei carabinieri, già alla guida della Staziuone di Sant'Onofrio, Sebastiano Cannizzaro, è invece accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, così come don Salvatore Santaguida, per anni parroco di Stefanaconi.