Sangue e vendette nelle Preserre vibonesi, la Dda chiede il processo per 12 indagati (NOMI)

Si tratta dell'indagine sfociata nell'operazione "Black Widows" condotta della Squadra Mobile di Vibo che ha fatto luce sul duplice tentato omicidio di Giovanni Alessandro Nesci e del fratello 13enne avvenuto nel centro storico di Sorianello



Nuovo step dell’inchiesta sfociata nell’operazione “Black Widows” che lo scorso 9 aprile ha portato al fermo di sette persone accusate del duplice tentato omicidio di Giovanni Alessandro Nesci e del fratello 13enne affetto da sindrome di down avvenuto nel centro storico di Sorianello il 28 luglio del 2017. Dopo l’avviso di conclusione indagini, la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di dodici indagati  e il gip del Tribunale di Catanzaro Federico Zampaoli ha fissato per il prossimo 27 settembre l’udienza preliminare.




I nomi.  La richiesta di rinvio a giudizio presentata dal sostituto procuratore antimafia Annamria Frustaci, che coordina le indagini dell’inchiesta condotta sul campo dalla Squadra Mobile di Vibo, riguarda: Vincenzo Cocciolo, 30 anni di Gerocarne (difeso dagli avvocati Nazzareno Latassa e Marcello Scarmato); Antonio Farina, detto Tony, 43 anni di Soriano (avvocato Pamela Tassone); Rosa Inzillo, 50 anni di Sorianello (avvocati Latassa e Scarmato); Viola Inzillo 52 anni di Gerocarne (avvocati Latassa e Scarmato); Domenico Inzillo, 63 anni di Francisca (avvocati Latassa e Scarmato); Gaetano Muller; 19 anni di Soriano (avvocato Giuseppe Di Renzo); Michele Nardo, 47 anni di Sorianello (avvocati Latassa e Scarmato); Salvatore Emmanuele, 24 anni di Gerocarne (avvocato Pamela Tassone);  Maria Rosa Battaglia, 84 anni di Sorianello (avvocati Latassa e Scarmato); Teresa Inzillo, 55 anni di Sorianello (avvocati Latassa e Scarmato); Ferdinando Bartone, 19 anni di Gerocarne (avvocato Russano); Michele Idà, 21 anni di Gerocarne (avvocato Giuseppe Di Renzo).  

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Black Widows. Le indagini,  coordinate all’epoca dal procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri (oggi a capo della Dda di Reggio Calabria) con la supervisione del procuratore capo Nicola Gratteri, sono scaturite dal tentato omicidio dei fratelli Giovanni Alessandro  e Manuel Nesci ed hanno fatto luce su uno spaccato delle attuali dinamiche criminali dell’entroterra vibonese, piagato oramai da decenni dalla contrapposizione (nota alla cronaca come “faida dei boschi” e già costata diverse decine di morti) che vede impegnate nella contesa per il controllo del territorio le famiglie Loielo ed Emanuele-Maiolo. Nell’ambito dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip distrettuale  è stata infatti riconosciuta l’esistenza dell’aggravante dell’art. 7 così come contestato dalla Procura distrettuale di Catanzaro.

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Ultima modifica: 12 settembre 2018

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