Carlo Tansi: stop all’utilizzo dei volontari della Protezione Civile per feste e sagre

Il direttore regionale dell'agenzia contro la Polizia locale della città metropolitana di Reggio Calabria che replica a stretto giro



Stop all’utilizzo dei volontari della Protezione civile per feste e sagre varie da parte del direttore regionale dell’Agenzia Carlo Tansi.

«Si sta verificando sempre più spesso, soprattutto nella ex provincia di Reggio Calabria, oggi città metropolitana – ha affermato Carlo Tansi – un impiego alquanto scorretto delle Associazioni di volontariato di protezione civile. Recentemente, in occasione della gestione di un’emergenza che riguardava i lunghi incolonnamenti all’imbarco di Villa San Giovanni, il sottoscritto richiedeva al responsabile della polizia della città metropolitana di Reggio, Domenico Crupi, delucidazioni in merito ai criteri e alle modalità di attivazione di alcune associazioni di volontariato utilizzate e se queste erano conformi al nuovo regolamento del volontariato di protezione civile, in vigore da oltre un anno. Alla mia legittima richiesta il capo della polizia rispondeva stizzito dicendomi di “pensare al mio lavoro e a farlo bene”. Allibito per questa pubblica risposta – ha continuato Tansi – mi sono riservato di riproporgli lo stesso quesito in via formale. Pur riconoscendo che la partecipazione del volontariato di protezione civile alla vita delle comunità locali è una risorsa preziosa, soprattutto in piccole realtà, si sottolinea che questa deve avvenire nella chiarezza dei ruoli e nel rispetto della normativa vigente, in modo che le attività dei volontari avvengano in modo sicuro per loro e per i cittadini che beneficiano del loro instancabile impegno”.

Regolamento regionale. A fare chiarezza in Calabria sul ruolo del volontariato di protezione civile è stato il nuovo regolamento regionale, che ha messo ordine alla giungla in cui era precipitato il volontariato calabrese e che ha stabilito chiaramente cosa possono fare e cosa non possono fare i volontari.

“Con l’approvazione del regolamento – ha sostenuto ancora Tansi – si è sottratto il volontariato ad uso distorto e lontano dalle nobili ragioni che spingono migliaia di cittadini calabresi a donare il proprio tempo per aiutare gli altri. Purtroppo esistono sacche di resistenza che continuano ad operare al di fuori del sistema riconosciuto della protezione civile, come nel caso della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Si verifica così, che associazioni vengano attivate dalla città metropolitana in occasione di feste, processioni ed altri eventi che poco o nulla hanno a che fare con la protezione civile. Addirittura, si assiste a volontari che impropriamente finiscono per regolare il traffico con tanto di paletta, attività che può essere svolta solo dalle forze dell’ordine o da soggetti riconosciuti”.

Ciò, secondo Tansi, avviene in netta contraddizione con il suddetto regolamento per il quale “l’utilizzo di loghi e simboli riconducibili alla Protezione Civile può avvenire solo in contesti emergenziali, dopo formale attivazione da parte del sindaco o della protezione civile regionale, oppure nel caso di esercitazioni o eventi formativi coordinati o riconosciuti dalla protezione civile regionale”.

La replica della Polizia locale della città metropolitana di Reggio Calabria. A stretto giro la replica del comandante della Polizia locale di Reggio Calabria Domenico Crupi: «Si è trattato di un utilizzo di pattuglia di Polizia metropolitana, con ausilio di personale della protezione civile della città metropolitana di esclusiva competenza della città, in funzione di specifica richiesta formulata dalla prefettura di Reggio Calabria, in sede di Cov, per fronteggiare l’emergenza in atto. Per il resto non intendo entrare in futili e sterili polemiche con il direttore della protezione civile, Carlo Tansi”.

Ultima modifica: 14 agosto 2018