Confezionava bombe per i clan della ‘ndrangheta, resta in carcere un vibonese

Il giudice delle indagini preliminari ha convalidato il fermo e applicato la custodia cautelare in carcere nei confronti del titolare di un'azienda di spettacoli pirotecnici con sede a Vibo



Resta in carcere Domenico Ursetta, il 39enne di Vibo arrestato la scorsa settimana nell’ambito dell’operazione Ares condotta dai carabinieri sotto il coordinamento della Procura antimafia di Reggio Calabria che aveva portato al fermo di 31 persone, tra queste anche i capi e i gregari dei clan Cacciola e Grasso di Rosarno.

Fermo convalidato. Il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Vibo ha infatti convalidato il fermo e applicato nei confronti di Ursetta, difeso dall’avvocato Saverio Loiero, la custodia cautelare in carcere. Secondo l’accusa avrebbe confezionato per conto di uno dei clan delle vere e proprie bombe da impiegare per i danneggiamenti agli esercizi commerciali. Bombe fabbricate con una carica talmente elevata che uno degli indagati, intercettato dai carabinieri, riferiva al suo interlocutore: “Avevano fatto vibrare il paese”.

Il sequestro. Nell’ambito della stessa inchiesta, Ursetta si è visto sequestrare anche la sua azienda di spettacoli pirotecnici con sede a Vibo e finita nell’elenco dei beni mobili ed immobili posti sotto sequestro dai carabinieri nell’ambito dell’operazione “Ares”. Si tratta della “E20 Spettacolo”, un’attivitĂ  di spettacoli pirotecnici a lui intestata.

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Ultima modifica: 16 luglio 2018