Lotta alla ‘ndrangheta. Se ne parla ogni giorno. Il Governo promette una battaglia senza tregua, per il ministro dell’Interno Salvini è un cancro da estirpare sul quale lavorano giornalmente magistrati e forze dell’Ordine impegnati nel contrasto al principale freno di sviluppo della Calabria e non solo. La ‘ndrangheta e i suoi tentacoli che affossano l’economia legale sono stati al centro di un focus di Radio Anch’io, il programma di Radio Rai condotto da Giorgio Zanchini. Tra i tanti ospiti che sono intervenuti in trasmissioni c’era anche il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri.




Istruzione e cultura per battere la ‘ndrangheta. La ‘ndrangheta non è invincibile e si può sconfiggere. Per Gratteri è necessario però ripartire dalle basi, ovvero dalla cultura, dall’istruzione e da un sistema giudiziario diverso. “Io credo – afferma il procuratore capo – sia necessario investire in istruzione ed in cultura. In cinque o sei anni potremmo abbattere del 60% le mafie. Nel rispetto della Costituzione serve però un sistema giudiziario diverso. Io non sono per buttare via la chiave, ma bisogna fare in modo che non sia conveniente delinquere. Non serve un approccio morale ed etico, ma dobbiamo parlare di convenienza utilizzando il linguaggio della gente comune e la gente oggi pensa che i soldi siano più importanti dei valori. Il nostro compito è quello di far capire che delinquere non conviene e per fare questo bisogna apportare modifiche ai codici antimafia”.

Il sistema del riciclaggio. Gratteri si sofferma anche sui sistemi di riciclaggio, necessari alla ‘ndrangheta per muovere l’enorme liquidità prodotta con i guadagni del traffico di cocaina, il core-business delle ‘ndrine. “Oggi la ‘ndrangheta è la mafia più ricca e più forte. Con i soldi si corrompe e si uccide solo quando è strettamente necessario. Costa molto meno dare cinque o diecimila euro a un funzionario per mettere una firma e autorizzare un atto che uccidere una persona. Questo farebbe più rumore e attiverebbe la polizia giudiziaria”. Riciclare denaro non è facile e la ‘ndrangheta riesce nell’intento con la complicità della borghesia mafiosa. “Da sola – spiega Gratteri – la ‘ndrangheta non sarebbe in grado di fare riciclaggio giustificato. Riesce a comprare ristoranti, pizzerie, alberghi latifondi, ma quando il riciclaggio si fa più sofisticato si rivolge ad avvocati, commercialisti, funzionari di banca. Questa è la più grande responsabilità della borghesia, della classe dirigente o di quella classe cosiddetta adotta. Senza questi professionisti la ‘ndrangheta non sarebbe in grado di riciclare tutto questo denaro”.

Ultima modifica: 11 luglio 2018