‘Ndrangheta, processo alla cosca Giampà per narcotraffico e spaccio: 50 imputati in abbreviato

Rito abbreviato concesso stamani a più di cinquanta imputati nel processo “Bianco e nero” che si sta celebrando a Catanzaro 



Prosegue  il procedimento nei confronti di oltre cinquanta soggetti, sottoposti a processo perché ritenuti gregari e affiliati alla cosca Giampà di Lamezia, tra le mura dell’aula bunker di Catanzaro. Le persone in questione sarebbero ritenute partecipi di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti che porterebbe alla cosca lametina. Circa cinquanta imputati hanno optato per il rito abbreviato, confermato dall’udienza odierna. Per chi ha scelto l’ordinario come  Vincenzino Greco, Antonio Donato ed Eugenio Monteleone, si è tenuta  parte dell’udienza preliminare. Il pubblico ministero ha già chiesto il rinvio a giudizio ma il Gup si esprimerà, riguardo alle suddette posizioni, nella prossima udienza.La requisitoria del Pm è datata fine luglio.




Il rinvio a giudizio di 57 persone richiesto dal sostituto procuratore della Dda, Romano, scaturisce dalla ricostruzione secondo cui l’organizzazione, a cui vertici  vi erano gli esponenti di spicco della cosca Giampà, avrebbe avuto il controllo del narcotraffico nel territorio lametino “quale epicentro del traffico della droga”, e aveva messo in evidenza “capacità di approvvigionamento nelle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Cosenza, Crotone e Milano e si è dimostrato attivo nella commercializzazione di quantitativi anche ingenti, di sostanza stupefacente: cocaina, eroina, marijuana e hashish anche proveniente dal Sudamerica”.L’attivita Delittuosa dello spaccio sarebbe servita alla cosca per “rinforzare” le proprie tasche al fine di poter ampliare il possesso di armi e mezzi con cui poter attuare i vari attentati e anche all’acquisto di altre tipologie di stupefacenti. (f.t)

 

Ultima modifica: 5 luglio 2018