Orrore in una villetta di Rende, stermina la famiglia e si spara in bocca. Si indaga sul movente

Salvatore Giordano avrebbe ucciso moglie e figli sparando sei colpi con due pistole, detenute legalmente in casa dall’anziano padre. Ancora ignoti i motivi della strage Sgomento, rabbia, incredulità tra i vicini ed i conoscenti della famiglia Giordano. Una famiglia sterminata a colpi di pistola nel cuore della notte. Non da un killer sconosciuto o da …   Read More



Salvatore Giordano avrebbe ucciso moglie e figli sparando sei colpi con due pistole, detenute legalmente in casa dall’anziano padre. Ancora ignoti i motivi della strage

Sgomento, rabbia, incredulità tra i vicini ed i conoscenti della famiglia Giordano. Una famiglia sterminata a colpi di pistola nel cuore della notte. Non da un killer sconosciuto o da un ladro intrufolatosi nella villetta di una zona residenziale di Rende, ma dal capo famiglia. Non ci sono infatti più dubbi su quanto accaduto intorno alle quattro del mattino tra la domenica e lunedì.

Famiglia sterminata. A sparare e ad uccidere la moglie Franca Vilardi e i figli Giovanni e Cristiana è stato lui, Salvatore Giordano. Si sarebbe servito di due pistole legalmente detenute in casa dall’anziano padre, ma prima avrebbe inflitto alle due donne delle coltellate e poi avrebbe sparato sei colpi di pistola, l’ultimo utilizzato per suicidarsi. Impressionante la scena del crimine. I carabinieri di Rende e i vigili del fuoco che hanno aperto la porta della villetta si sono subito trovati tre corpi nel corridoio d’ingresso e quello di Giovanni nella sua cameretta. Ad avvisare i militari sono stati gli stessi familiari preoccupati dal silenzio cupo che arrivava dalla villetta.

Movente sconosciuto. Gli investigatori mettono a reperto due pistole, sei proiettili e trovano anche un pugnale insanguinato. La scientifica inizia a ricostruire il puzzle e tassello dopo tassello viene confermata l’ipotesi emersa fin dalle prime ore: omicidio-suicidio. Salvatore Giordano avrebbe sparato con due pistole, una calibro 765 e l’altra 357 prima di spararsi in bocca. Resta ora da capire il movente della strage. I militari dell’Arma, coordinati dal Procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo,stanno però ancora lavorando a raccogliere gli elementi utili a chiarire il motivo del perché l’uomo abbia agito in modo così efferato e violento. 

Caso “complesso”. Per il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo, il caso della strage di Rende è “complesso” ma, ha ribadito, la Procura ha disposizione “ottimi periti e i carabinieri stanno facendo bene il loro lavoro”. Si cerca infatti di fare chiarezza sull’omicidio che ieri pomeriggio ha sconvolto la cittadina. I carabinieri stanno continuando a sentire parenti e amici della famiglia, ma non sarebbero ancora emersi particolari utili a risalire ad un movente che spiegherebbe il gesto di Salvatore Giordano.Tuttavia è certo che le due pistole trovate sul luogo del delitto, un revolver e una semiautomatica, abbiano entrambe sparato ma gli investigatori devono risolvere un altro mistero, quello cioè se a sparare sia stato soltanto Salvatore, o anche Giovanni, dal momento che una delle armi era vicino al corpo del giovane.

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Ultima modifica: 11 aprile 2018