Fecero saltare in aria l’auto di una testimone, restano agli arresti i tre giovani

Demasi e Larosa di Taurianova restano ai domiciliari, mentre il presunto mandante di Gioia Tauro, Tripodi, in carcere Restano in carcere i tre giovani che il 13 novembre scorso erano stati arrestati della polizia e accusati di avere incendiato l’auto di una donna per non farla testimoniare in un processo davanti al Tribunale di Palmi. Niente …   Read More



Demasi e Larosa di Taurianova restano ai domiciliari, mentre il presunto mandante di Gioia Tauro, Tripodi, in carcere

Restano in carcere i tre giovani che il 13 novembre scorso erano stati arrestati della polizia e accusati di avere incendiato l’auto di una donna per non farla testimoniare in un processo davanti al Tribunale di Palmi.

Niente libertà I legali di Francesco Demasi, 24enne di Taurianova, Antonino Larosa, 26enne di Taurianova, e Francesco Tripodi, 28enne di Gioia Tauro, erano ricorsi al Tribunale della libertà chiedendo la scarcerazione dei tre indagati. I giudici del Riesame di Reggio Calabria hanno respinto in ricorso e deciso di confermare la misura cautelare così come era stata decisa dal gip del Tribunale di Palmi. L’unica eccezione accolta dal Tdl riguarda una delle accuse, quella di estorsione, che diventa “solo” minaccia ai danni della signora. Per questo motivo, Francesco Tripodi, considerato il mandante del danneggiamento rimane in carcere, mentre i due giovani di Taurianova, Demasi e Larosa, agli arresti domiciliari.

bomba
Francesco Tripodi

L’indagine L’arresto era scattato nella notte tra il 10 e l’11 novembre scorso, quando gli agenti della polizia dei commissariati di Gioia Tauro e Taurianova avevano eseguito l’ordinanza di misura cautelare personale emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palmi nei confronti di Demasi, Larosa. Il personale della Squadra Mobile di Roma, invece, aveva arrestato il gioiese Francesco Tripodi in un camping della Capitale. Gli arrestati sono ritenuti responsabili in concorso dei reati di danneggiamento, detenzione e porto in luogo pubblico di materiale esplodente e minaccia.

L’accusa I tre sono accusati in concorso di aver fatto esplodere una Fiat Punto per intimidire una donna che avrebbe dovuto testimoniare davanti al Tribunale di Palmi in qualità di persona offesa. L’auto fatta esplodere apparteneva a un parente della donna che si doveva sottoporre a esame in Tribunale. L’attività investigativa è stata avviata nel gennaio 2016, quando in via Magenta a Gioia Tauro, nella zona Marina della città del porto, un ordigno ha distrutto un’autovettura parcheggiata. A seguito di una mirata attività d’indagine è stata dapprima individuata la vettura utilizzata dagli attentatori per giungere sul luogo dell’intimidazione e, in un secondo momento, i presunti esecutori materiali del danneggiamento, ovvero Larosa e De Masi, sia il presunto mandante Francesco Tripodi.

Ultima modifica: 12 aprile 2018