Il viagra a “portata” di tavola: basta mangiare… cipolla rossa di Tropea

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Il professore Pasquale Potenza calabrese trapiantato in Argentina ha scoperto che nella cipolla rossa si trova l’ossido nitroso, principio attivo del citrato di sildenafil

di MICHELE GARRI’

Nei giorni in cui si parla del business della cipolla rossa che “viaggia” sulle tavole del mondo grazie alle sue tante proprietà c’è un nome che torna d’attualità ed è quello del professore Pasquale Potenza e della sua scoperta. Un cervello italiano fuggito all’estero ma che per la sua scoperta è “tornato” alle origini e potrebbe rendere accessibili gli effetti del viagra a tutti, e senza assumere pillole. La sua scoperta ha origine infatti a Tropea, e riguarda la “regina” della tavola, la cipolla rossa di Tropea, coltivata a Capo Vaticano di Ricadi e nelle zone limitrofe. E proprio nella cipolla rossa, infatti, ha scoperto si trovi l’ossido nitroso, principio attivo del citrato di sildenafil, meglio conosciuto come viagra. Il viagra, o meglio il suo principio attivo, è infatti contenuto in un particolare tipo di cipolla, la cipolla rossa di Tropea, rinomata già ai tempi di Plinio il Vecchio e già nota per molte altre qualità terapeutiche.

In Argentina. Proprio Pasquale Potenza, scienziato italiano di origini calabresi, trapiantato in Argentina, docente di biochimica all’Università di Buenos Aires, ha fatto la scoperta. Dopo anni di ricerche di laboratorio ha infatti scoperto che la cipolla rossa di Tropea contiene l’ossido nitroso, principio attivo del viagra. “Rimane ancora da accertare in maniera scientificamente attendibile – ha spiegato il professor Potenza – se quanto già appurato possa trovare correlazione a livello biochimico, e quindi a livello farmacologico. Si tratta di studi complessi ma c’è il vantaggio che già si conoscono i componenti chimici. Per questo occorre passare alla fase strettamente farmacologica per dimostrare la effettività dei principi attivi e la conseguente risposta biologica”.

Il professore. Pasquale Potenza, nato 53 anni fa a Filogaso ed emigrato giovanissimo in Argentina, negli anni ’80 ha fatto parte dell’equipe che, studiando i vari componenti del colesterolo, dimostrò che l’Hdl colesterolo è uno dei fattori di prevenzione sulle malattie cardiovascolari, sfatando così la credenza che tutto il colesterolo fosse dannoso. “A richiamare la mia attenzione sugli effetti della cipolla rossa di Tropea, che già conoscevo – ha sottolineato il professore Potenza – fu un convegno internazionale di medicina che si tenne a Helsinki, dove si affermò che molti dei componenti che si trovano nella “rossa di Tropea” producono effetti farmacologicamente attivi sui radicali liberi, come poi ho potuto constare anch’io e come emerso da ricerche di laboratorio, che erano già state effettuate dal virologo Giulio Tarro e da altri scienziati. Fu così, che in uno dei tanti rientri dal mio paese natale, portai in Argentina un sacchetto di cipolle rosse che mi era stato regalato a Capo Vaticano. La portai in laboratorio e nell’analizzarla sono arrivato a questo risultato”.

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