Il grande teatro in scena a Cittanova, Gleijeses e D’Abbraccio in “Filumena Marturano”

cittanova
Facebooktwittergoogle_plusmail

Lunedì 11 dicembre alle 21 al “Gentile” la celebre commedia che ha un ruolo centrale nella produzione di Eduardo De Filippo

Continua la XV stagione teatrale di Cittanova, organizzata dall’associazione “Kalomena”.
Lunedì 11 dicembre alle 21 al Teatro Gentile andrà in scena “Filumena Marturano”, di Eduardo De Filippo, interpretata da Geppy Gleijeses e Mariangela D’Abbraccio con la regia di Liliana Cavani.

Lo spettacolo Filumena Marturano, forse la commedia italiana del dopoguerra più conosciuta e rappresentata all’estero, ha un ruolo centrale nella produzione di Eduardo De Filippo, collocandosi tra i primi testi di quella Cantata dei giorni dispari che, a partire da Napoli milionaria!, raccoglie le opere più complesse e problematiche in cui si riversano i drammi, le ansie e le speranze di un Paese e di un popolo sconvolti dalla guerra. Nel dramma di Filumena, che rifiuta di rivelare all’amante quale dei tre figli da lei messi al mondo sia suo, De Filippo dichiarava di aver inteso rappresentare un’allegoria dell’Italia lacerata e in larga misura depauperata anche moralmente, e prefigurarne la dignità e la volontà di riscatto.

Dalla cronaca al teatro Ispirato da un fatto di cronaca dal quale Eduardo ha costruito una delle più belle commedie dedicata alla sorella Titina. È la storia di Filumena Marturano e Domenico Soriano: lei è caparbia, accorta, ostinata contro tutto e tutti nel perseguire la propria visione del mondo, con un passato di lotte e tristezze, decisa a difendere fino in fondo la vita e il destino dei suoi figli: è la nostra “Madre Coraggio”. Lui borghese, figlio di un ricco pasticciere, “campatore”, amante e proprietario di cavalli da corsa, un po’ fiaccato dagli anni che passano e dalla malinconia dei ricordi, è stretto in una morsa dalla donna che ora lo tiene in pugno e a cui si ribella con tutte le sue forze. Ma è soprattutto la storia di un grande amore.

Sempre attuale La commedia porta al pubblico il tema, scottante in quegli anni, dei diritti dei figli illegittimi. Il 23 aprile 1947, infatti, l’Assemblea Costituente approvò l’articolo che stabiliva il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare anche i figli nati fuori dal matrimonio. Nel ruolo di Filumena e Domenico due grandi protagonisti della scena italiana: Mariangela D’Abbraccio che ha iniziato la sua carriera diretta da Eduardo nella Compagnia di Luca De Filippo e Geppy Gleijeses, allievo prediletto di Eduardo che per lui nel ’75 revocò il veto alle sue opere. A dirigere la commedia la più grande regista di cinema al mondo, italiana e donna, Liliana Cavani, che con questo allestimento ha debuttato nella Prosa.

Potrebbero interessarti

Precipita in un burrone, si teme il peggio ma viene ritrovato vivo
Consiglio regionale, la “rivoluzione” di Irto: “Risparmiati tre milioni di euro”
Vibonese, squalificato per due giornate Sowe. Stop di un turno per Mengoni