Caos Migranti a Vibo. La “verità” dell’assessore Riga: “Ecco perchè l’attacco è strumentale”

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Replica al vetriolo alle critiche in Aula del consigliere comunale di Vibo Unica Franco Tedesco. “Non mi riconosco in chi urla e dice menzogne”

Non si placa la polemica sulla gestione dei migranti al Comune di Vibo Valentia. La tensione nella maggioranza rimane altissima. Tra l’assessore Silvia Riga ed il gruppo di riferimento del presidente del Consiglio comunale Stefano Luciano continuano i botta e risposta al vetriolo, senza soluzione di continuità. Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi – interrogazione in Aula del consigliere comunale Francescantonio Tedesco, replica di Giuseppe Muratore de “I liberali per Vibo” a difesa dell’assessore e controreplica del gruppo di Vibo Unica che spostava la questione su un piano politico – ieri è stata la titolare della delega all’Immigrazione a scrivere la sua verità sull’interrogazione di Tedesco. “Ecco perchè – ha esordito Silvia Riga – tutto ciò è strumentale”. E dopo un ampio excursus sui mali della nostra società, ha aggiunto: “Il problema è chi specula sulle vite umane e sul possibile sfruttamento che la parte malsana della società fa sulla tratta e l’accoglienza dei migranti!” Quindi è entrata nel merito della questione. “Il tema dei migranti – ha detto la Riga – è serio e non può essere uno strumento ad uso e consumo di propagande, campagne elettorali o dietrologie di alcun genere!! E’ invece un tema che richiede una visione ampia ed integrata sotto ogni aspetto: politico, economico, sociologico, religioso e culturale. In città sempre più interculturali, è di fondamentale importanza sviluppare una visione che vada oltre i falsi luoghi comuni, i muri, i pregiudizi e le paure, verso l’abolizione di frontiere del nostro modo di pensare e di agire. Un tema da affrontare con la massima serietà e la dovuta delicatezza, che ci porti a vedere ed integrare anche le criticità, le incertezze e i bisogni dei nostri concittadini e delle nostre fasce più deboli”.

consiglio-comunale Vibo ValentiaLa replica. “Non è possibile, dunque – ha proseguito – votare all’unanimità un atto che poi viene usato da un gruppo appartenente alla maggioranza in modo contrario all’assenso dato: ecco perché è strumentale”. Poi è ritornata direttamente sulle parole di Tedesco: “Il consigliere non può attaccare con una foga, mai vista prima in aula neanche nelle file della minoranza, un atto votato dalla sua stessa maggioranza a distanza di 7 mesi e addirittura in un periodo in cui la materia era delegata all’assessore espressione del suo stesso gruppo: ecco perché è strumentale! Il Consigliere Tedesco ed il suo gruppo hanno forse dimenticato? E’ così che il consigliere vuole rassicurare i cittadini? O assumendosi le responsabilità di rappresentante e valutando nei giusti tempi e nelle opportune sedi tutte le soluzioni possibili che devono essere adottate per la sicurezza e la serenità dei concittadini? O forse si vuole fare credere che il problema è l’operato di chi, da poco, è stata delegata ad occuparsi dell’immigrazione e che con spirito di servizio e senso di responsabilità – così come altri colleghi assessori e consiglieri – intende svolgere il compito per cui è stata delegata! Sappiamo bene che il problema non è questo! La questione vera è forse lo scranno? Una poltrona su cui non mi sono mai seduta perché sempre in movimento, alla ricerca di soluzioni a costo zero e nell’esclusivo interesse collettivo. Se la volontà politica è indirizzata solo alla conquista di un potere machiavellico, certamente non è questo il presupposto politico -ha rimarcato Silvia Riga – per cui io ho deciso di candidarmi in una lista civica che aveva un sogno: la città che vorrei”.

La vicenda. Replica dunque al vetriolo, sul metodo e nel merito: “Se lo stile del consigliere Tedesco è quello usato in aula -ha incalzato l’assessore all’Immigrazione – ricorrendo anche all’uso di menzogne, allora posso dire che non è il gruppo di Vibo Unica “a non riconoscermi come Assessore”, ma sono io che non mi riconosco nel suo modo di fare politica! E sono ben lieta di non rappresentare chi usa menzogne e urla, piuttosto che trovare soluzioni! Se strumentalizzazione non è, allora vorrei sapere dov’era il consigliere, che oggi si erge a paladino, quando è stato deliberata la proposta all’unanimità – delibera in cui è molto chiara la volontà dell’amministrazione – e in un periodo, ribadisco ancora una volta, in cui non ero certo delegata ad occuparmi della materia in particolare”.
Poi entrando nel merito ha chiarito: “La volontà dell’atto con cui è stata votata “l’adesione formale” al progetto presentato dalla Cooperativa per un centro di accoglienza in Via Murat (D.G.C. n. 86/2017) è chiaro ed irrevocabile! Piuttosto che fare rumore ci si sieda responsabilmente ad un tavolo e si esprimano chiaramente eventuali altri indirizzi politici che si intendono dare per il futuro. Fermo restando che la delibera presentata a settembre (D.G.C. n. 242/2017), unitamente ed in continuità con gli atti relativi ai progetti SPRAR, indicano chiaramente “la volontà, la strategia e la programmazione” di questo Assessorato e dell’Amministrazione”.

Ed ha chiosato: “Spero che ognuno faccia un esame con la propria coscienza sulla responsabilità che gli compete, e nel farlo, per il bene della città e della collettività, cerchi un dialogo costruttivo che vada oltre i personalismi o gli individualismi! Senza urlare, perché urlando si fa solo rumore! E ciascuno metta a disposizione le proprie competenze per acquisire tutti insieme un ruolo di guida sociale-politico di degna rilevanza. Pensiamo sempre che il bene passi attraverso azioni “straordinarie”, mentre sarebbe sufficiente abbandonare vecchi clichè della cultura dominante per riabbracciare valori più appropriati al mondo che vorremmo lasciare alle future generazioni, con impegno vero e concreto. E’ solo lavorando d’intesa, in particolare su tematiche cosi delicate, che si possono soddisfare i bisogni di certezza e sicurezza della nostra città, delle nostre famiglie e dei nostri figli”. (Red 3)

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